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GLI AFFARI

Zim nelle mani di Hapag-Lloyd, vendita con sorpresa ma…

Dopo il 97% di sì ai tedeschi, la maxi-offerta di un gruppo israeliano. A tempo scaduto

Una delle oltre 100 navi della flotta Zim in navigazione

Fa parte del loro carattere e della loro storia millenaria: non mollare mai. E’ quanto sta accadendo riguardo alla vendita della compagnia di navigazione israeliana Zim ai tedeschi di Hapag Lloyd, cioè della quinta al mondo per il comparto container.
Proprio mentre gli azionisti di Zim Integrated Shipping Services celebravano il via libera alla storica fusione –  si legge sul sito specializzato della compagnia – è emersa un’offerta concorrente da parte di un imprenditore israeliano, che sembra fosse a capo di  una cordata locale. L’offerta sarebbe stata di circa 4,5 miliardi di dollari, superiore ai 4,2 miliardi messi sul piatto dal colosso tedesco.
Orgoglio d’Israele o attenta valutazione delle possibilità di mercato?  Nonostante la cifra più alta però il consiglio di amministrazione di Zim ha chiarito che la nuova offerta non può essere presa in considerazione. Il motivo sarebbe puramente legale: l’accordo con Hapag-Lloyd, firmato a febbraio 2026, è vincolante. Avendo già ottenuto l’approvazione schiacciante degli azionisti il 30 aprile (con oltre il 97% dei voti favorevoli), la società è ormai obbligata contrattualmente a procedere con i tedeschi.

L’accordo approvato prevede che Hapag-Lloyd acquisti il 100% delle azioni Zim a 35 dollari per azione in contanti. L’operazione non è però un semplice “passaggio di proprietà” – viene ulteriormente specificato –  ma include una struttura complessa per preservare l’identità nazionale israeliana: la “Nuova Zim”. Una parte delle attività (16 navi e i servizi domestici) verrà scorporata in una nuova entità controllata dal fondo israeliano Fimi. Grazie alla “golden
share” lo stato di Israele mantiene i poteri speciali sulla flotta in caso di emergenza nazionale: così, con questo dettaglio fondamentale, sarebbero state superate le tante resistenze politiche e sindacali all’operazione Hapag-Lloyd.
Nonostante il tentativo di disturbo dell’offerta israeliana, il cronoprogramma dell’operazione rimane pertanto invariato: il closing definitivo è previsto per la fine del 2026.  Restano da ottenere i via libera formali delle autorità antitrust globali e il benestare definitivo del governo israeliano per il trasferimento della “golden share”.
Una volta conclusa l’integrazione, Hapag-Lloyd consoliderà la sua posizione come quinto operatore mondiale, con una flotta di oltre 400 navi e una capacità superiore ai 3 milioni di teu. Ma Zim, come accennato, non scomparirà : e chissà se domani…

(A.F.)

Pubblicato il
15 Maggio 2026
di A.F.

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