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La riforma dopo Lupi punta a 14 “bacini”?

Potrebbero anche essere cancellate le Autorità portuali trasformandole in “terminali” di un’agenzia centrale

ROMA – La riforma della riforma portuale è appesa a un filo: non solo nei tempi, dopo le traumatiche dimissioni del ministro Maurizio Lupi, ma anche nei modi.
[hidepost]Perché se i tempi probabilmente slitteranno (di qualche giorno o di qualche mese ancora non si sa, malgrado le assicurazioni di Renzi) nei modi potrebbero esserci dei colpi di coda sugli indirizzi che Lupi aveva di fatto imposto.
Alla fine della settimana scorsa doveva esserci un incontro al vertice, con la partecipazione dei “saggi” della famosa commissione dei 15, per valutare “la proposta normativa conclusiva, concordata tra il ministro Lupi, la vice del Pd nazionale Serracchiani e il consigliere Lotti portavoce di Renzi. La riunione è ovviamente saltata. La proposta al momento rimane come indirizzo del governo, ma certo indebolita dalla mancanza di Lupi. A quanto si era appreso, la proposta prevedeva di presentare la nascita di una Agenzia nazionale dei porti che avrebbe avuto come referenti sul territorio 14 soggetti di gestione dei “bacini portuali”, derivati dagli accorpamenti dei porti minori con quelli più importanti. I soggetti di gestione non sarebbero più le Autorità portuali (forse verrebbero cancellate anche come nome) bensì questi “enti di bacino” che potrebbero di fatto essere paragonati a terminali sul territorio dell’agenzia nazionale, non è chiaro con quali livelli di autonomia anche economica.
Molto dipenderà da chi, dopo l’interim di Renzi, assumerà la carica di ministro: e se, come si diceva, rimarrà un ministro delle Infrastrutture e Trasporti o ci sarà lo spacchettamento. Mentre scriviamo le cose vanno cambiando di ora in ora. In un suo documento, Confetra ha insistito perché “nonostante tutto si concluda la fase istruttoria e si proceda al più presto, approfittando anche della attuale fase di congestione dei porti del nord Europa”. Stessa fretta viene da Assoporti.
Per il presidente della Confetra Nereo Marcucci “alla fine di giornate convulse nel corso delle quali, come rileva lucidamente Michele Serra, avrebbe dovuto prevalere la civiltà giuridica da noi rivendicata (che non prevede l’impunità dei potenti e non prevede l’accanimento forcaiolo) debbono tornare al centro dell’attenzione di tutti, soprattutto del Governo, le necessità del Paese.
Auspico quindi con forza – prosegue Marcucci – che il processo di ammodernamento della portualità e della logistica nazionali sia concluso. Il lavoro della commissione di tecnici voluta dal ministro Lupi per attuare la volontà del Parlamento è terminato da tempo. Tradurlo in norme di immediata attuazione – conclude Marcucci – può contribuire alla ripresa economica grazie ad un contesto più favorevole ed alla saturazione dei porti e della logistica del nord Europa”.
A.F.

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Pubblicato il
25 Marzo 2015

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