Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

Il Tar di Firenze boccia l’Authority sull’esproprio di aree private portuali

LIVORNO – Una sentenza del Tar della Toscana ridisegna quella parte del porto che, tra il Marchi Terminal e le aree adiacenti in concessione, sono utilizzate da tempo dalla impresa Scotto, appartenente alla galassia NGI dell’imprenditore portuale Giorgio Neri e dei suoi soci.[hidepost]

A intervenire sulla variante al regolamento urbanistico del Comune, che per richiesta dell’Autorità portuale e con l’approvazione della Regione, aveva posto un vincolo d’esproprio a un’area del porto di proprietà privata della NGI è stata la sentenza del Tar di Firenze (n. 289/2017) pubblicata alla fine della settimana scorsa. Il Tar, presidente Armando Pozzi, consiglieri Bernardo Massari e Gianluca Bellucci, ha annullato il vincolo espropriativo in questione condannando anche Comune e Autorità portuale a pagare alla ricorrente circa 6 mila euro a titolo di spese di giudizio. Nessun onere per la Regione, che prudentemente non aveva preso parte al giudizio del Tar.

La tesi sostenuta dal Comune e dall’Autorità portuale sulla necessità dell’esproprio dell’area privata NGI era che il provvedimento fosse funzionale a razionalizzare le destinazioni d’uso del territorio portuale. Tesi contestata dalla difesa di Scotto e NGI, composta dagli avvocati Luciano Canepa, Roberto Righi, Alberto Morbidelli e Andrea Pontenari, secondo i quali l’esproprio non avrebbe comportato alcun specifico miglioramento della accessibilità ed operatività delle banchine; e specialmente perché l’esproprio non sarebbe necessario in quanto non sussiste inconciliabilità tra quanto viene svolto dal privato proprietario su quelle aree rispetto alla destinazione d’uso della pianificazione.

Entrambe le tesi sostenute dalla difesa sono state accolte dal Tar. In altre parole – sembra essere il senso della sentenza dei giudici di Firenze – non ha senso espropriare delle aree portuali per realizzare una zonizzazione del porto quando la stessa zonizzazione è già stata realizzata direttamente dal privato che ha su quell’area una concessione demaniale a lunga scadenza; concessione tra l’altro data dall’Autorità portuale in modo pienamente corrispondente alla riorganizzazione funzionale del porto.

C’è da chiedersi adesso se l’Autorità portuale accetterà o meno la sentenza senza ulteriori gradi di giudizio, accettando di ridisegnare l’uso di quella parte del porto che intendeva espropriare. Tra i mille problemi che il nuovo presidente Corsini troverà sul suo tavolo, c’è anche questo, non minimale nei riflessi che potrebbe avere anche su altre aree portuali.

[/hidepost]

Pubblicato il
1 Marzo 2017
Ultima modifica
4 Marzo 2017 - ora: 10:45

Potrebbe interessarti

Livorno: leviamo i levatoi!

D’accordo, ora che il guaio è successo – ponte levatoio bloccato, porto industriale isolato, tutti improvvisamente a maledire l’assurdo snodo del Calambrone – finalmente La mia non è più vox clamantis in deserto: e...

Leggi ancora

Il dito e la Luna

La guerra all’Iran, una delle tante feroci guerre in corso, ha dunque colpito in pieno il lato debole dell’economia nazionale, i flussi d’energia. Gli analisti di tutto il mondo hanno chiarito – come ha...

Leggi ancora

…Eppur si muove?

Il ponte dei sospiri, sulla foce del Calambrone a Livorno, sembra finalmente nella fase di sospirata riscoperta della sua priorità. Al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani va riconosciuto che nel recentissimo incontro con...

Leggi ancora

Meglio Tardino che mai

Non ci rimane che riderci sopra. A Palermo, dopo più di un anno, le forze politiche hanno smesso di scannarsi tra loro e finalmente hanno concordato sul nome del nuovo presidente dell’Autorità di Sistema...

Leggi ancora

Ets, masochismo o ignoranza?

Nel recente incontro a Roma sulla pianificazione europea dei trasporti marittimi – riferisce un approfondimento della “Federazione del mare” – il presidente di Confitarma, Mario Zanetti, ha evidenziato come la decarbonizzazione sia un obiettivo...

Leggi ancora

Sul ponte dei sospiri

No, non scrivo su quello di Venezia. Ce l’abbiamo anche noi a Livorno il ponte dei sospiri: anzi, quattro ponti dei sospiri, come scrive il direttore riportando l’accordo sottoscritto a Firenze, sul tavolo della...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio