Il nostro dolore
LIVORNO – Anche oggi ci stringiamo, come tutti, intorno alle famiglie colpite, ai compagni di lavoro, alle imprese devastate dalla tragedia che ha colpito all’interno dei Costieri del gruppo Neri. La morte sul lavoro è un evento che, malgrado le più avanzate tecnologie e la sempre più diffusa formazione professionale, purtroppo non si riesce ancora a scongiurare. Non sappiamo, e forse ci vorrà tempo per saperlo, se la tragedia abbia all’origine un errore umano, un fallimento della tecnica di monitoraggio, entrambe le cause o quant’altro. Cantava quel poeta della rassegnata umanità che è stato Fabrizio D’Andrè:
“Non serve colpirla nel cuore
perché la Morte
mai non muore”
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Noi, colpiti e devastati come tutti, vogliamo dedicare alla tragedia del nostro porto non tante e ad oggi inutili parole, ma questa immortale e grandiosa immagine del dolore: la statua di Michelangelo dell’adolescente che soffre, pezzo forte nella splendida collezione d’arte dell’Hermitage di San Pietroburgo.
Chi sa e chi può, preghi perché sia l’ultima volta che dobbiamo piangere. E l’ultima volta che qualcuno usi parole non appropriate, capaci di fare ancora più male nella tragedia.
A.F.
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