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ALIS, anatomia e terapie sulla logistica

I presidenti delle AdSP nella sessione dedicata alla portualità.

SORRENTO (NA) – Ottimi commenti ha raccolto la “Due giorni” di confronto fra i protagonisti del settore e gli stakeolder, ovvero la convention sorrentina di ALIS. L’associazione, fondata e guidata da Guido Grimaldi, in neanche due anni ha raccolto 1300 adesioni diventando la più importante nella categoria dei trasporti e della logistica. Il suo obiettivo, che è quello di promuovere l’intermodalità sostenibile – in linea con le richieste dell’Unione Europea che ha già dettato precise scadenze e quote per le percorrenze oltre i 300 km: entro il 2030 dovranno essere del 30% ed entro il 2050 del 50% -, ha già raggiunto notevoli risultati.  “Abbiamo creato 1500 nuovi posti di lavoro nel solo anno 2017  – ha detto Grimaldi aprendo la convention – e con i nostri associati abbiamo tolto dalle strade italiane 1.300.000 camion facendo diminuire l’incidentalità del 49% ed i costi per la sanità”. Vantaggi che si riflettono nella riduzione di emissioni di CO2, che nel 2017 è stata di un milione di tonnellate, oltre che nei minori costi aziendali. Numeri importanti che potranno aumentare grazie agli incentivi per gli operatori Marebonus e Ferrobonus che sono ormai arrivati alle fasi operative.

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Guido Grimaldi in apertura ha rilanciato con determinazione la proposta di istituire il Ministero del mare per dare maggiore spinta allo sviluppo delle attività marittime, in accordo con quanto dichiarato negli stessi giorni dal presidente di Confindustria. Fra i punti fondamentali sui quali ALIS si è impegnata e continuerà a farlo – ha detto il presidente – ci sono il processo di decarbonizzazione, la digitalizzazione del trasporto e della logistica e il CMR, ovvero il dispositivo elettronico che sarà proposto per la validazione alle istituzioni nazionali quale mezzo di prova di idoneità del trasporto merci. E poi la formazione dei giovani – altro punto sul quale ALIS lavora con protocolli con gli Istituti tecnici e le università – e la difesa del Registro internazionale e della Tonnage Tax:  ovvero quegli assetti che – ha detto – hanno contribuito a rendere competitiva la flotta italiana raddoppiandone negli anni volumi e posti di lavoro. Fra le richieste di ALIS alle istituzioni, al primo posto un quadro fiscale stabile in assetto con le linee guida dell’Ue e la riforma della tassazione sull’autotrasporto.

Il tema del lavoro dei marittimi – particolarmente sentito, data anche la contestuale manifestazione pacifica davanti al centro congressi di alcune fasce sindacali – è stato affrontato nella prima giornata del convegno da Emanuele Grimaldi partendo dall’annuncio che il Gruppo il giorno precedente aveva firmato il contratto per la costruzione delle prime sei navi (di cui abbiamo già riferito nel nostro numero di mercoledì) delle 12 ordinate che, aggiungendosi alle ultime 8 danno un totale di 20 navi destinate ai traffici delle autostrade del mare ma non solo: il gruppo partenopeo ha aggiunto alla sua flotta anche due aliscafi (fra cui il più grande del mondo esistente: il Superfast 12 che ospita fino a 2000 persone) ed il ro-pax Cartour Gamma e questo crea prospettive per oltre 1000 posti di lavoro. Sulla dibattuta questione della nazionalità dei marittimi da imbarcare – già “audita” dalla Camera e dal Senato e per la quale si attende risposta – Grimaldi, il cui gruppo effettua servizi in tutta Europa ed ha 10000 marittimi europei su 13000 totali – ha ricordato che ritiene la flessibilità l’unica soluzione in grado di risolvere la complessa questione e salvaguardare l’occupazione dato che le regole in vigore – anche per i traffici europei – sono quelle dello stato di bandiera e non dello stato ospitante. 

Sia Emanuele che Guido Grimaldi nella conferenza stampa della prima giornata si sono dichiarati indifferenti all’esclusione di ALIS dall’Albo degli Autotrasportatori certi che la loro voce non ne abbia bisogno per interloquire con chi deve e direttamente con l’Europa e che, al contrario, il problema deve essere di chi non vuole ascoltare la voce di 1300 operatori dato il “peso” che rappresentano.

Nella due giorni fra i tanti interventi, diversi fra questi hanno sottolineato la frenata nella ripresa e la mancanza cronica di attenzione al settore trasporti da parte della politica. Va dato inoltre atto a Bruno Vespa, moderatore della prima sessione, di aver voluto approfondire le questioni dei tanti dichiarati “avanzamenti” negli investimenti infrastrutturali degli ultimi anni (130 i miliardi di euro destinati, di cui al momento 100 allocati) quando in realtà sono poche le infrastrutture effettivamente completate così come quelle solo iniziate. La soluzione – secondo Ennio Cascetta presidente Ram, in accordo con Vespa – starebbe nella semplificazione delle regole troppo complesse, nella modifica del nuovo codice degli appalti e nella revisione del reato dell’abuso di ufficio, incubo dei funzionari pubblici che per paura di incorrervi non svolgono nei giusti tempi le pratiche con il rischio di ingessarle. Beatrice  Covassi, capo rappresentanza in Italia della  Commissione  Europea ha confermato queste osservazioni. Ha comunque informato che entro maggio sarà licenziato il prossimo pacchetto per il futuro delle reti transeuropee e che nel programma sono previsti circa 40 miliardi per questi corridoi molti dei quali riguardano l’Italia. Si auspica nel frattempo di avere un governo italiano che possa presenziare con un interlocutore forte al tavolo europeo.

Fra gli interventi successivi anche quello del presidente di Confitarma Mario Mattioli che, parlando del tavolo aperto sul rinnovo del contratto nazionale dei marittimi, ha confermato la condivisione del tema con AssArmatori auspicando al contempo la riunificazione del comparto per parlare ad una voce nelle trattative con gli organi dello Stato.

Nel panel dedicato alle banche come aiuto per le imprese sono saltati all’occhio i tempi dei diversi Paesi per definire le pratiche con la BEI dove – neanche a dirlo – l’Italia non primeggia, anzi: occorrono 8 mesi contro i 2 della Spagna. Il problema della burocrazia, e dello Stato più propenso ad agevolare le imprese straniere invece che quelle nazionali, lo ha denunciato anche il presidente dell’Acqua S. Anna SpA Alberto Bertone. Pasquale Casillo, dell’omonimo gruppo, ha invece posto l’attenzione sulla maggior ripresa economica di quei paesi che hanno un governo forte. 

Si è infine discusso di interporti e di portualità. Matteo Gasparato dell’Interporto Quadrante Europa ha informato del lavoro congiunto che sta portando avanti con Marco Spinedi dell’Interporto di Bologna per definire gli interporti da un punto di vista normativo e spingere sulla riforma degli stessi. Rocco Guido Nastasi, presidente dell’Interporto Toscano Amerigo Vespucci nel sottolineare l’importanza delle ferrovie per lo sviluppo degli interporti ha informato sui progetti avviati con l’AdSP del Mar Tirreno Settentrionale per lo sviluppo del traffico ro-ro e lo spostamento di quote importanti dei semirimorchi sui treni che necessitano – ed ormai hanno – l’appoggio di RFI per il futuro utilizzo delle linee AV fornite di gallerie adatte ai transiti di questi mezzi. Nella sessione conclusiva del grande convegno ALIS ben nove presidenti di AdSP  hanno discusso di portualità. Tra i temi più trattati la recente comunicazione di infrazione dalla DG Competition e la valutazione di possibili nuovi assetti societari delle Autorità per facilitarne le gestioni e renderle più competitive nei confronti degli enti portuali esteri.

C.G.

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Pubblicato il
5 Maggio 2018
Ultima modifica
18 Maggio 2018 - ora: 18:15

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