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Semplificare, accelerare e decidersi

MILANO – La settimana che si apre domani in Assolombarda con SFL&mI segna un momento di analisi davvero significativo, all’inizio di un anno che si presenta più ricco di incognite che di certezze. Lo sanno bene tutti gli esperti che nelle giornate di incontri affronteranno i tanti (troppi?) temi del panel.

Però almeno una certezza c’è. E non di second’ordine.  Per un paese come il nostro, povero di materie prime e ricco di trasformazione largamente indirizzata all’export, la certezza è che la logistica, in tutti i suoi rami, è più che un valore: è una necessità assoluta.

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Ed è altrettanto necessario che la logistica risponda in tempi sempre più rapidi – il mercato sotto questo aspetto non perdona – anche e specialmente alle esigenze delle piccole e medie imprese. Perché in generale le grandi e grandissime imprese operano ormai con criteri, metodologie e strutture quasi sempre autonome, o comunque “dedicate”. Mentre le medie e piccole, che poi sono buona parte della spina dorsale dell’eccellenza Italia, troppo spesso faticano a trovare i supporti logistici migliori. Ancora oggi – non riveliamo niente di nuovo – import ed export per le imprese italiane si avvalgono di scali marittimi (o ferroviari, o aerei) non nazionali, con percorsi delle merci assai più lunghi ma evidentemente con sostanziali vantaggi economici, temporali e di burocrazie anche doganali.

Dunque l’incontro tra i settori della logistica – dallo shipping alla spedizione delle merci con tutte le loro implicazioni – e le esigenze della produzione, non può che essere un importante passo avanti. Determinante e risolutivo molte volte, se si esce dalla dottrina asettica e si stabiliscono relazioni concrete: quello che SFL&mI si propone in questi giorni di relazioni dirette.

L’obiettivo comune, che abbiamo cercato di sintetizzare nel titolo di queste poche righe, colpisce nel cuore del problema-Paese: si possono creare le migliori relazioni tra logistica e produzione, ma se non si spiana la strada all’export- e anche ai consumi interni- attraverso una rivoluzione della burocrazia, poco davvero si può ottenere. Tutti i recenti governi l’hanno promesso. Chi si è scagliato contro i burocrati, chi contro il superamento di norme che definire borboniche sarebbe far torto a quell’epoca, chi ci ha fatto capire che c’è una sottovalutata “difesa” della jungla normativa da parte di settori che se ne servono per scopi illeciti o di potere deviato. Tante promesse, ma al momento la montagna ha partorito il topolino.

Decidersi dunque. E da questa settimana speriamo arrivi anche la spinta necessaria – uno spintone, tutti insieme – perché chi ci governa acceleri. Dobbiamo ricordarci che la vera forza dell’impero romano nella conquista di quello che allora era il mondo conosciuto non furono le legioni ma la loro logistica? L’anno appena iniziato si è aperto, ancora una volta con promesse di tempi migliori e di ritorno a quelli che furono gli anni d’oro. Sarà: ci piacerebbe che così fosse. Ma se non verranno risolti i grandi temi che SFL&mI pone nei prossimi giorni, dovremo riesumare il famoso detto di Seneca che minaccia tempi ancora più neri. “Non semper Saturnalia erunt”.

Buon lavoro dunque agli uomini di buona volontà.

Antonio Fulvi

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Pubblicato il
30 Gennaio 2019

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