Visita il sito web
Tempo per la lettura: 3 minuti

Biomasse ed elettricità a Livorno

LIVORNO – Enzo Raugei, presidente della Cilp e della nuova società “Porto Energia” per la tante volte annunciata centrale elettrica a biomassa, ha provato a usare l’arma dell’ironia: “C’è l’ennesimo tentativo, con un ricorso al Tar di difficile comprensione, di bloccare un’iniziativa imprenditoriale che porterà vantaggi notevoli alla città; evidentemente c’è chi preferisce il dolce far niente”. Testuale. Ma sotto i toni soft, Raugei e i suoi sono abbastanza incazzati. Perché la centrale a biomasse che dopo almeno tre anni di iter burocratico – autorizzativi e gli ok di ben 22 enti (un calvario tutto italiano che non aiuta certo gli imprenditori) sta per partire in porto sui terreni della stessa Cilp, non si aspettava che qualche pseudo-ambientalista si mettesse di traverso fino a ricorrere addirittura al Tribunale amministrativo regionale.
Schierando in una conferenza-stampa tutti i tecnici e gli amministrativi possibili (tra cui il coordinatore del progetto Natal Rigo Guidi) il presidente Raugei ha cercato di separare il concreto dalle illazioni. In concreto: la centrale vede coinvolta la Cilp  per l’85% della società, l’appalto al consorzio di cooperative Inso è già stato conferito e i lavori cominceranno tra due mesi. Il costo dell’operazione, circa 90 milioni di euro, viene finanziato per il 25% con risorse della Cilp, in parte con leasing bancari e in parte con il project-financing, coinvolgendo la Nuova Pignone Generale Electric nella costruzione delle turbine, degli impianti di riferimento e nei contratti di manutenzione. Il pareggio di gestione – ha specificato Raugei – dovrebbe arrivare dopo soli 4 anni di esercizio. L’energia elettrica prodotta sarà utilizzata in primis per le utenze portuali della stessa Cilp ma anche per altri impianti industriali vicini; e si ipotizza anche la possibilità di fornire energia alle navi in banchina consentendo di spegnere i loro generatori di bordo (che inquinano notevolmente). Alla base dell’intera operazione ci sono, come ovvio, anche e specialmente i contributi dell’UE alle centrali a biomasse con i corrispettivi “certificati”. Ma così fan tutti e non è certo uno scandalo.
Il discorso economico – che ovviamente la Cilp persegue in tromba essendo anche alla disperata ricerca di fonti di introito dopo il calo dei traffici – è strettamente legato alle dichiarazioni ambientaliste. Raugei ha citato più volte la “green economy”, il protocollo di Kyoto e le altre iniziative “verdiste” come i capannoni a copertura totale di pannelli fotovoltaici che stanno sorgendo sulle banchine. Punto focale della nuova centrale, l’uso di un combustibile “rinnovabile” come olio vegetale (colza o in alternativa Jojoba o ancora palma) preferibilmente di filiera “corta”, cioè proveniente da produzioni nazionali. In ogni caso per le 100 mila tonnellate annue di consumi previsti, basterebbero 3 o 4 navi medie per la totale copertura dei consumi.
La centrale non produrrà solo energia elettrica ma anche vapore, che a sua volta potrà essere utilizzato da realtà vicine per il riscaldamento e per usi industriali, compreso il “Livorno Reefer” ormai prossimo all’avvio. Darà lavoro a 25 addetti diretti per i quali sono già in programma corsi di specializzazione con la Provincia.
E il ricorso al Tar? I tecnici a supporto di Raugei hanno scaricato una tonnellata di dati a dimostrare che la centrale non inquinerà né aria né acqua, mantenendo anche le emissioni dei fumi (motivo del ricorso al Tar) in meno della metà di quanto richiesto dalle più severe normative attuali e azzerando praticamente in toto le emissioni di CO/2. Peraltro la tecnologia della centrale livornese è adottata attualmente in molti paesi e nella sola Italia comporta già la produzione di 2000 megawatt con circa 500 impianti costruiti o in costruzione. Come a dire: ma che cercano questi “verdisti” che evidentemente non vedono al di la del confine labronico?

Pubblicato il
3 Febbraio 2010
Ultima modifica
23 Febbraio 2010 - ora: 11:17

Potrebbe interessarti

Livorno: leviamo i levatoi!

D’accordo, ora che il guaio è successo – ponte levatoio bloccato, porto industriale isolato, tutti improvvisamente a maledire l’assurdo snodo del Calambrone – finalmente La mia non è più vox clamantis in deserto: e...

Leggi ancora

Il dito e la Luna

La guerra all’Iran, una delle tante feroci guerre in corso, ha dunque colpito in pieno il lato debole dell’economia nazionale, i flussi d’energia. Gli analisti di tutto il mondo hanno chiarito – come ha...

Leggi ancora

…Eppur si muove?

Il ponte dei sospiri, sulla foce del Calambrone a Livorno, sembra finalmente nella fase di sospirata riscoperta della sua priorità. Al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani va riconosciuto che nel recentissimo incontro con...

Leggi ancora

Meglio Tardino che mai

Non ci rimane che riderci sopra. A Palermo, dopo più di un anno, le forze politiche hanno smesso di scannarsi tra loro e finalmente hanno concordato sul nome del nuovo presidente dell’Autorità di Sistema...

Leggi ancora

Ets, masochismo o ignoranza?

Nel recente incontro a Roma sulla pianificazione europea dei trasporti marittimi – riferisce un approfondimento della “Federazione del mare” – il presidente di Confitarma, Mario Zanetti, ha evidenziato come la decarbonizzazione sia un obiettivo...

Leggi ancora

Sul ponte dei sospiri

No, non scrivo su quello di Venezia. Ce l’abbiamo anche noi a Livorno il ponte dei sospiri: anzi, quattro ponti dei sospiri, come scrive il direttore riportando l’accordo sottoscritto a Firenze, sul tavolo della...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio