Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

Impatto ambientale e città

Nella foto: Una donna/farfalla, simbolo di aria pulita in porto.

LIVORNO – La recente pubblicazione del 1° Rapporto sulla Carbon Footprint del Sistema Portuale dell’Alto Tirreno ha aperto, nei giorni scorsi, un prevedibile dibattito sull’impatto ambientale che le attività portuali hanno sulla città.

Il problema non è nuovo, anzi direi datato e riguarda tutti i porti del mondo. Ciò che spesso non si dice, però, è che esistono progetti che miglioreranno a breve la sostenibilità ambientale, ed anche le prestazioni delle stesse operazioni portuali.

Già dallo scorso giugno è stato lanciato il progetto Green and Connected Ports (GREEN C PORTS), guidato dalla Fundación Valenciaport e finanziato da un programma per collegare l’Europa della Commissione europea (CEF).

[hidepost]

Questo progetto affronterà sei casi aziendali costituiti da prototipi e test pilota che verranno implementati in diversi porti europei. Serviranno per testare tecnologie innovative come l’IoT (Internet of things), i big data e l’analisi predittiva, utilizzando modelli di intelligenza artificiale.

GREEN C PORTS mira a fornire una gamma adeguata di strumenti e tecnologie di digitalizzazione che supporteranno la sostenibilità ambientale dei porti e le prestazioni delle operazioni portuali, nella rete centrale TEN-T; verranno implementati una serie di sensori, database meteorologici, apparecchiature come telecamere per imaging ottico, al fine di prevedere i livelli di qualità dell’aria e di inquinamento acustico.

Grazie all’utilizzo di modelli risultanti dall’insieme dei big data originati da diversi sistemi IT portuali, quando si prevederanno riduzioni e/o attese della produttività dei porti, una serie di avvisi verranno inviati alle parti interessate (operatori terminalisti e vettori marittimi). Una volta comunicate queste informazioni, le Compagnie di navigazione saranno in grado di regolare la “finestra di ormeggio” nei porti di scalo. In questo modo si potranno ridurre i tempi di permanenza della nave in porto e il conseguente numero di emissioni inquinanti.

I problemi di sostenibilità ambientale sono di fondamentale importanza e non si può prescindere da essi quando si parla di attività portuale che comunque viene svolta in ambiente che riguarda l’uomo.

Vale la pena ricordare che anche l’Italia si è espressa chiaramente a favore dell’istituzione nel Mediterraneo di un’area ECA (Emission Control Area), vale a dire, un tratto di mare dove vige il limite dello 0,1% di contenuto di zolfo nei combustibili marini.

Mi sento, però, di poter concludere questa breve riflessione con ottimismo grazie alle innovazioni tecnologiche, sopracitate, che sono allo studio e che integreranno le attività marittime.

Angelo Roma

[/hidepost]

Pubblicato il
12 Ottobre 2019

Potrebbe interessarti

Se il domani è già oggi…

«Tutto in ritardo e oggi questo, alla luce della velocità con cui si concretizzano i cambiamenti nello scenario geopolitico e in quello dell’interscambio mondiale, quella che era considerata una regola non scritta, ovvero il...

Leggi ancora

Livorno: leviamo i levatoi!

D’accordo, ora che il guaio è successo – ponte levatoio bloccato, porto industriale isolato, tutti improvvisamente a maledire l’assurdo snodo del Calambrone – finalmente La mia non è più vox clamantis in deserto: e...

Leggi ancora

Il dito e la Luna

La guerra all’Iran, una delle tante feroci guerre in corso, ha dunque colpito in pieno il lato debole dell’economia nazionale, i flussi d’energia. Gli analisti di tutto il mondo hanno chiarito – come ha...

Leggi ancora

…Eppur si muove?

Il ponte dei sospiri, sulla foce del Calambrone a Livorno, sembra finalmente nella fase di sospirata riscoperta della sua priorità. Al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani va riconosciuto che nel recentissimo incontro con...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio