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Dalla Monassi a Ciani per Affinita

ROMA – Dicono di tutto. E in questi giorni di portualità “chiacchierata” di tutto si raccoglie.

Pare che i rinnovi delle Port Authorities siano in pole position nel mondo dell’economia non solo marittima, anche per le ovvie trattative nel mondo politico locale e nazionale. Vogliamo vedere?

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A Trieste ci danno in pole position per la successione a Bonicciolli la rediviva Marina Monassi. Già segretario generale, già presidente, già donna con gli attributi, pare che non hanno perso niente con la maturazione. Gli imprenditori non la vedono male, il sistema bancario locale anche, e la politica ha imparato a capire che sa decidere, certe rugosità di carattere, in un mondo di lupi, possono far comodo.

Diverso a Civitavecchia, dove Ciani sembra sotto scacco in vista di commissariamento. Si è già letto, c’è una faccenda tutto sommato banale di assunzioni, ma in quella zona anche meno conta tanto. Moscherini, l’eterno demiurgo di quel porto – nel bene e nel male – soffia sul fuoco? Pare che il candidato commissario sia Ferdinando Lolli, comandante appena pensionato del corpo delle Capitanerie. Lui ci tiene e lo dice: il ministro Matteoli non sarebbe alieno. A proposito, auguri a Beppe Guacci che si sta curando di un piccolo inconveniente: roba da uomini che vivono da uomini.

Più giù c’è il tormentone di Bari e Taranto, entrambi in scadenza. A Bari pare che Palmiro Mariani sia “blindato” da Vendola e Matteoli – che certo non lo sa – non ci possa far niente, ma mai dire mai. A Taranto il commissario ammiraglio Giuffrè spera di fare il salto alla presidenza, ma qualcuno gli ha lanciato di traverso il nome “pesante” di Tommaso Affinita, che oggi è amministratore delegato di RAM (l’abbiamo intervistato da poco su queste colonne) ma non sarebbe dispiaciuto di tornare sullo scranno di una importante Authority del sud, dove tra l’altro si giocano a breve ruoli fondamentali nel network Evergreen-Maneschi.

Che dire del resto? In Toscana c’è la già accennata faida su Piccini, sono i suoi che non lo appoggiano? E sta maturando la situazione di Marina di Carrara dove Guccinelli non ha al momento né grandi avversari né grandi supporter, schiacciato tra Livorno e La Spezia ma specialmente tra le piccole beghe dei comuni che si affacciano sul porto e hanno la grana dei cantieri Nuova Apuania. Piombino rimane a cavallo del doppio ok della Regione e del ministero, non senza la necessità di non allentare la guardia sull’autostrada, la penetrazione della bretella in porto, i fondi di Bagnoli che a volte sembrano svanire come neve al sole e a volte riemergono in cicli carsici (ovviamente decurtati) e tutto il difficile, amaro, incerto destino della Lucchini.

Un mondo, quello dei porti italiani, che sembra davvero alla fine del mondo. Anche perché è difficile – magari solo dal nostro punto di vista – capirne le logiche a lungo e breve respiro.

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Pubblicato il
23 Ottobre 2010

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