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Il crollo del ponte di Albiano visto dal presidente Laghezza

Alessandro Laghezza

LA SPEZIA – Il recente crollo del ponte di Albiano – scrive Alessandro Laghezza, presidente della sezione logistica di Confindustria La Spezia – è un evento molto grave, che va ad impattare su un intero territorio dalla forte vocazione industriale, artigianale e logistica, che si estende dalla piana di Ceparana/Pian di Follo sino all’area logistica e al casello autostradale di S. Stefano Magra. Le problematiche di tipo economico e sociale sono evidenti.

“Questa importante area strategica – continua il documento di Laghezza – da troppo tempo chiede ed attende il completamento di opere infrastrutturali importanti, come la completa riapertura della Ripa, un’opera essenziale che ha finalmente visto il compimento del primo lotto lo scorso ottobre e soprattutto il Ponte Santo Stefano-Ceparana, da troppi anni oggetto di discussioni politiche, economiche e tecniche, fondamentale bypass naturale per connettere l’area logistica di Santo Stefano Magra con l’area industriale di Ceparana/Follo/Albiano.

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“Ciò che è accaduto al ponte di Albiano è l’ennesima dimostrazione delle enormi problematiche legate al sistema infrastrutturale italiano. Problematiche che mettono in pericolo la nostra competitività economica a livello europeo, determinano danni all’immagine di un’Italia già ferita e causano in alcuni casi drammatiche perdite di vite umane.

“La Liguria, terra strategica nel settore marittimo e logistico, accusa un grave problema in questo senso. La Regione dipende in larga misura da quattro direttrici autostradali che la attraversano e la connettono con il resto d’Italia ed Europa. Esse sono congestionate, prive della terza corsia, alle volte senza corsia di emergenza. Sono strutturalmente antiquate e con molte situazioni di rischio potenziale se non si procederà immediatamente a regolari interventi di manutenzione e al ripensamento di opere infrastrutturali alternative.

“Il disastro di Albiano va letto alla luce di questa duplice mancanza.

Da un lato evidenzia una cattiva manutenzione delle infrastrutture, dall’altro denuncia l’errore commesso da coloro che negli ultimi trent’anni avrebbero dovuto far realizzare infrastrutture alternative (proprio come il nuovo ponte tra Santo Stefano di Magra – Ceparana) che avrebbero potuto alleggerire il flusso di traffico evitando l’accumulo di carico sul Ponte di Albiano. Così come è accaduto per la Gronda a Genova.

“C’è bisogno di un’immediata soluzione. Una soluzione che va cercata al di fuori dei soggetti che gestiscono le infrastrutture, poiché sia quelli pubblici che quelli privati hanno dimostrato limiti enormi. Una soluzione che potrebbe essere trovata coinvolgendo enti professionali di certificazione a cui dare il compito di redigere un piano capillare di certificazione dei ponti, dei viadotti e delle infrastrutture critiche.

“È altrettanto necessario inoltre mettere in campo un “Piano Marshall” per le infrastrutture.

In Liguria le opere sulle quali si deve intervenire sono molte, come il rapido completamento del Terzo Valico e sempre in ambito ferroviario la Ferrovia Pontremolese e il raddoppio della Ferrovia con la Francia. Per quanto riguarda le autostrade esse vanno assoggettate ad imponenti lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria, che arrivino anche alla definizione e realizzazione di tratte alternative che sostituiscano quelle maggiormente inadeguate per progettazione e conservazione.

Solo un intervento economico straordinario pari a quello post secondo conflitto mondiale – conclude Laghezza – potrà far si che la nostra portualità diventi l’hub logistico d’Europa ma anche semplicemente che le nostre merci e i nostri cittadini possano viaggiare liberamente e in sicurezza.”

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Pubblicato il
18 Aprile 2020

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