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La liberazione? Il primo calcio del campionato

LIVORNO – Nel dramma che ci accompagna ormai da due mesi, la forza d’animo sta anche nel saper sorridere. Noi ci proviamo ogni volta, senza con questo diminuire il dolore per chi non ce l’ha fatta e per chi, anche sotto altri aspetti, soffre e vede nero nel suo domani.

Sorridiamo dunque nella vignetta qui sopra: che mixa la recente festa della Liberazione con i ripetuti appelli alla ripresa del campionato di calcio. Il primo calcio della nuova stagione? Eccolo, per la liberazione (questa volta con la minuscola) dal Covid-19.

*

Passiamo alle cose serie. Tra meno di una settimana dovrebbe scattare il “liberi quasi tutti” ma siamo ancora pieni di dubbi. C’è il confronto (usiamo questo termine per essere buoni) tra Stato e Regioni su molti provvedimenti. Incombono gli arresti domiciliari prorogati per gli anziani – anche se sembra una barzelletta – e incombe la ripartenza del fisco, con nuovi, pazzeschi aumenti della pressione sul ceto medio (vedi Il Sole-24 Ore). Non si riesce a capire ancora – o forse siamo noi particolarmente ottusi – se l’Europa darà una mano o ci prenderà solo in ostaggio con prestiti da restituire. Nei talk-show televisivi, che ogni sera dobbiamo sorbirci, non c’è esperto che la pensi come un suo collega. Scusateci il termine: è un casino totale. Che non aiuta certo le persone a programmarsi per la prossima annunciata nuova pandemia, quella economica.

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Noi che viviamo di logistica, ci affacciamo sulle banchine dei porti e vediamo in diretta il quadro delle contraddizioni del sistema. Navi fullcontainer semivuote – linea di galleggiamento tutta fuori – navi car/carry in rada all’ancora, in attesa di nuovi carichi che non arrivano, piazzali e magazzini che si svuotano troppo lentamente. E intanto l’autotrasporto grida la sua rabbia, il calo del prezzo del greggio non incide sulla pompa ma almeno dà un po’ d’ossigeno alle compagnie armatrici, tornano a vivere le vecchie petroliere che stanno diventano depositi galleggianti di greggio acquistato per un pezzo di pane (metaforico). Non si capisce se sarà anche questa una pura speculazione o se aiuterà alla ripresa. Le AdSP da parte loro sembrano vivere in un mondo a parte: lo smart working ha svuotato le sedi ma gli uffici stampa sfornano giornalmente notizie di lavori che partiranno, di piani operativi approvati, di finanziamenti arrivato in arrivo, di bilanci 2019 chiusi con avanzi considerevoli. Ci ricordano, per rimanere nell’irosi, la vecchia ed ipocrita rassicurazione: “Tous va très bien, madame la marquise”. Boh?

A.F.

 

Pubblicato il
29 Aprile 2020
Ultima modifica
30 Aprile 2020 - ora: 14:05

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