Visita il sito web
Tempo per la lettura: 3 minuti

LIBRI RICEVUTI – Salvare le balene per salvare noi stessi di Maddalena Jahoda

grandi cetacei, il simbolo anche nella storia e nella leggenda sia del bene che del male. Basta ricordare Moby Dick o l’avventura di Giona. Ma c’è molto di più, anche per quello che ci riguarda da vicino nel bel libro edito da Murisia.

«Come biologa ho iniziato a studiare le balene – scrive nella prefazione la Jahoda – perché sono gli animali più affascinanti che ci sono sul Pianeta, perché c’era ancora molto da scoprire su di loro, e ancora c’è, e perché rischiano di scomparire. Oggi però c’è un motivo in più, dobbiamo studiarle e salvarle affinché loro “salvino noi”.

[hidepost]

Si è scoperto che possono giocare un ruolo importante perfino nella lotta ai cambiamenti climatici, ma che i cetacei possono essere utili alla nostra specie ce lo dice il mondo della ricerca anche in altri ambiti; possono infatti fare da campanello d’allarme, in altre parole sono i primi a risentire di determinati problemi ambientali. Inoltre le balene sono anche specie “ombrello”, se ci sono balene vuol dire che c’è anche il resto dell’enorme e complessa rete in cui si inseriscono e senza la quale non potrebbero esistere, in un complicato intreccio dove ogni organismo dipende da altri e altri a sua volta condiziona” dichiara Maddalena Jahoda, autrice di Balene Salvateci! (Mursia, pagg. 282, Euro 18,00) “Oggi inoltre, con il lockdown per il Coronavirus la natura si è ripresa degli spazi da cui era stata bandita (animali in città, delfini nei porti). È forse l’occasione anche per ripensare il nostro rapporto con la natura e tentare di ripartire in maniera diversa. Guardare diversamente alla natura e all’ambiente è anche la chiave di questo libro. In particolare a cominciare dalle balene che possono essere nostri grandi alleati. In un ambiente naturale dall’equilibrio sempre più precario, le balene ci aiuteranno forse a capire dove stiamo sbagliando. I grandi cetacei hanno un ruolo attivo nel forgiare l’ambiente e possono essere i nostri migliori alleati »

Le balene e i delfini sono molto più simili a noi di quello che crediamo, anche per i loro «valori»: legami che durano tutta la vita, la cultura tramandata dalle nonne, l’orca che non vuole abbandonare il suo piccolo morto. Le loro storie assomigliano alle nostre e spesso si intrecciano con quelle umane, come racconta Maddalena Jahoda, che da decenni si impegna per la tutela degli animali e dell’ambiente. La sua divulgazione scientifica, appassionata ma rigorosa, si alterna allo storytelling con protagonisti i cetacei, in un intrigante cambio di prospettiva che, ogni tanto, fa «parlare» direttamente anche le balene. E mentre, con un pizzico di autoironia, si scontra con equivoci quotidiani su animali così poco conosciuti nel nostro Paese, l’Autrice si sente chiedere: «Ma perché salvare proprio le balene?». Oggi è fondamentale, e per motivi completamente nuovi. Secondo le ricerche più recenti, i grandi cetacei hanno un ruolo ben più importante di quanto pensassimo, e potrebbero aiutarci addirittura a rimediare ai danni che stiamo causando all’ambiente. Forse dobbiamo salvare le balene perché loro salvino noi.

Maddalena Jahoda, biologa e giornalista, si occupa da oltre trent’anni di ricerca e divulgazione sui cetacei del Mediterraneo e del mondo. Ha iniziato la sua carriera lavorando per mensili di natura e documentari naturalistici e ha fatto parte, fin dalla fondazione, dell’Istituto Tethys per la ricerca e la tutela dei mammiferi marini del Mediterraneo, per cui attualmente è responsabile della divulgazione. Si è occupata di ricerca sul comportamento e sugli habitat di alimentazione delle balenottere comuni nel Mar Ligure. È autrice di lavori scientifici e libri divulgativi, tra cui “Le mie balene”. I cetacei del Mediterraneo visti da vicino, edito da Mursia nel 2007.

[/hidepost]

Pubblicato il
6 Giugno 2020

Potrebbe interessarti

Livorno: leviamo i levatoi!

D’accordo, ora che il guaio è successo – ponte levatoio bloccato, porto industriale isolato, tutti improvvisamente a maledire l’assurdo snodo del Calambrone – finalmente La mia non è più vox clamantis in deserto: e...

Leggi ancora

Il dito e la Luna

La guerra all’Iran, una delle tante feroci guerre in corso, ha dunque colpito in pieno il lato debole dell’economia nazionale, i flussi d’energia. Gli analisti di tutto il mondo hanno chiarito – come ha...

Leggi ancora

…Eppur si muove?

Il ponte dei sospiri, sulla foce del Calambrone a Livorno, sembra finalmente nella fase di sospirata riscoperta della sua priorità. Al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani va riconosciuto che nel recentissimo incontro con...

Leggi ancora

Meglio Tardino che mai

Non ci rimane che riderci sopra. A Palermo, dopo più di un anno, le forze politiche hanno smesso di scannarsi tra loro e finalmente hanno concordato sul nome del nuovo presidente dell’Autorità di Sistema...

Leggi ancora

Ets, masochismo o ignoranza?

Nel recente incontro a Roma sulla pianificazione europea dei trasporti marittimi – riferisce un approfondimento della “Federazione del mare” – il presidente di Confitarma, Mario Zanetti, ha evidenziato come la decarbonizzazione sia un obiettivo...

Leggi ancora

Sul ponte dei sospiri

No, non scrivo su quello di Venezia. Ce l’abbiamo anche noi a Livorno il ponte dei sospiri: anzi, quattro ponti dei sospiri, come scrive il direttore riportando l’accordo sottoscritto a Firenze, sul tavolo della...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio