Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

Da un’impresa di Carrara mini foresta in Amazzonia

CARRARA – Dalle cave di marmo e dai cantieri edili impegnati in una scelta green a una piccola ma sempre più florida foresta in Amazzonia, affidata alla cura di ragazzi indios che finalmente hanno trovato una scuola che li educhi all’agricoltura sostenibile. Questo il percorso avviato (e tutt’oggi in atto) dall’azienda San Colombano di Carrara, un’impresa edile ligure-toscana che si candida a diventare in tempi brevi la prima azienda italiana (operante in un settore così delicato come quello delle costruzioni edili) a ottenere il certificato di “carbon neutrality”, ovvero la prova di emissioni zero di CO2.

[hidepost]

Presa per mano e diventata un vero e proprio testimonial di “Save the Planet”, la San Colombano (salita agli onori delle cronache per l’operazione ad alto contenuto logistico di riempimento degli spazi a mare del nuovo porto di Savona-Vado, utilizzando 800.000 tonnellate dei residui delle cave di marmo di Carrara) si è da sempre contraddistinta per l’impegno nell’abbattimento delle emissioni di carbonio nei suoi cantieri e nei lavori estrattivi di cava.

Ed è proprio da questo impegno che è nato il progetto, entrato in questi giorni in fase matura con la prospettiva a breve di imprimere una nuova accelerazione, di finanziare con la marginalità sui ricavi derivanti dagli appalti e dai lavori edili, lo sviluppo della “foresta San Colombano”, ovvero la realizzazione di una piccola foresta in Amazzonia, a Manaus, in grado di emettere, attraverso i suoi alberi giovani, quantitativi di ossigeno tali da “compensare” le emissioni, sia pure ridotte di CO2 in Italia.

“Un progetto globale – sottolinea Edoardo Vernazza, presidente della San Colombano – che traguarda un approccio mondiale al problema dell’inquinamento e che vede il suo fattore caratterizzante anche nella “Escola Agricola”, un piccolo istituto di formazione professionale, dove già 11 bambini imparano, a Manaus, nel cuore dell’Amazzonia, le regole base per una nuova convivenza anche fra agricoltura e foresta, nella visione di una tutela del polmone verde del mondo”.

Il concetto alla base di questo progetto è che ogni albero è in grado di emettere ossigeno che compensa indirettamente nell’atmosfera le emissioni nocive, ovunque queste si realizzino.

Con il lockdown e la chiusura prolungata dei cantieri, il percorso della San Colombano verso la “carbon neutrality” ha segnato una brusca accelerazione e la società di Carrara sta ora mettendo a punto un meccanismo di implementazione nelle gare di appalto di fattori di sostenibilità e sviluppo ambientale.

Grazie anche a questi progetti di decarbonizzazione, la San Colombano Costruzioni ha ottenuto la prima certificazione in Europa per l’economia circolare AFNOR rilasciata da Bureau Veritas.

“L’obiettivo ambizioso – prosegue Vernazza – è quello di costruire all’interno dei contratti una formula magica di capitalismo sostenibile, il cosiddetto capitalismo degli stakeholders, che per le aziende si traduce nell’assunzione di precise responsabilità nei confronti di tutti i players con i quali interagiscono, fra cui gli azionisti, ma anche i dipendenti, i clienti, la comunità e il pianeta, nel pieno rispetto degli SDG (Sustainable Development Goals)”.

“Ciò significherà, già a partire dai prossimi mesi, più alberi piantati nella mini-foresta italiana di Manaus, ma anche più ragazzi in grado di studiare e fra anni di mettere a disposizione di una delle regioni più sensibili del mondo, la loro capacità di compenetrare sviluppo e ambiente”.

[/hidepost]

Pubblicato il
30 Settembre 2020

Potrebbe interessarti

Livorno: leviamo i levatoi!

D’accordo, ora che il guaio è successo – ponte levatoio bloccato, porto industriale isolato, tutti improvvisamente a maledire l’assurdo snodo del Calambrone – finalmente La mia non è più vox clamantis in deserto: e...

Leggi ancora

Il dito e la Luna

La guerra all’Iran, una delle tante feroci guerre in corso, ha dunque colpito in pieno il lato debole dell’economia nazionale, i flussi d’energia. Gli analisti di tutto il mondo hanno chiarito – come ha...

Leggi ancora

…Eppur si muove?

Il ponte dei sospiri, sulla foce del Calambrone a Livorno, sembra finalmente nella fase di sospirata riscoperta della sua priorità. Al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani va riconosciuto che nel recentissimo incontro con...

Leggi ancora

Meglio Tardino che mai

Non ci rimane che riderci sopra. A Palermo, dopo più di un anno, le forze politiche hanno smesso di scannarsi tra loro e finalmente hanno concordato sul nome del nuovo presidente dell’Autorità di Sistema...

Leggi ancora

Ets, masochismo o ignoranza?

Nel recente incontro a Roma sulla pianificazione europea dei trasporti marittimi – riferisce un approfondimento della “Federazione del mare” – il presidente di Confitarma, Mario Zanetti, ha evidenziato come la decarbonizzazione sia un obiettivo...

Leggi ancora

Sul ponte dei sospiri

No, non scrivo su quello di Venezia. Ce l’abbiamo anche noi a Livorno il ponte dei sospiri: anzi, quattro ponti dei sospiri, come scrive il direttore riportando l’accordo sottoscritto a Firenze, sul tavolo della...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio