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Traffico pesante ancora in crisi e il caro-gasolio ora spaventa

Mancano ancora più di un miliardo di km percorsi rispetto agli anni precedenti al 2009 – E’ specialmente il sud che registra i risultati peggiori – Il problema dell’impennata del greggio

MILANO – Le autostrade italiane divise anche nei risultati commerciali dell’anno appena chiuso: ovvero, nel nord si segna una ripresa (leggera) del traffico pesante, mentre nel centro e sud Italia i risultati rimangono negativi e qui il trasporto su gomma non segna ancora alcuna ripresa.

E’ in stretta sintesi quanto comunica l’Aiscat, l’associazione dei concessionari di autostrade in Italia. “La leggera ripresa dei transiti dei mezzi di lavoro sulle autostrade – dice una nota – è tutta concentrata sui mezzi pesanti che nella seconda metà dell’anno sono nettamente cresciuti. Non tanto comunque, in valore generale, da tornare ai dati ante-crisi: per pareggiare i quali mancano ancora 1,1 miliardi di chilometri percorsi dal traffico pesante: il che la dice lunga su quanto profonda sia stata (e in parte rimanga) la crisi dell’autotrasporto merci.

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Per fare un raffronto sulle cifre, il 2010 si è chiuso con 83,2 miliardi di chilometri percorsi sulle autostrade dai Tir, con un incremento di circa 600 milioni di km sull’anno nerissimo, il 2009. E’ andata bene specialmente sulle tratte padane e del nord Italia, sui trafori delle Alpi e anche verso il nord-est; mentre rimangono negativi i dati sulle autostrade del sud e in particolare su quelle della Sicilia.

Un dato significativo sull’andamento dell’economia e del trasporto pesante viene ogni anno dall’Autobrennero dove il traffico commerciale è in media più elevato che sul resto della viabilità italiana: secondo i gestori dell’autostrada nel biennio 2008/9 il traffico pesante ha subito su questa direttrice una batosta del 13% mentre nel 2010 ha recuperato il 3,3%, con un forte squilibrio dunque che pertanto rimane rispetto alle cifre di pre-crisi.

In generale il comparto dell’autotrasporto pesante continua dunque a subire la coda della crisi; e secondo le ultime dichiarazioni, l’impennata record del costo del gasolio alla pompa non aiuterà certo la ripresa. Da qui gli appelli pressanti al governo perché intervenga a calmierare i prezzi dei carburanti – eventualmente riducendo le accise, malgrado il “niet” del ministro Tremonti – in quanto in caso contrario è a rischio di saltare l’intero sistema di trasporto su gomma in Italia.

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Pubblicato il
12 Marzo 2011

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