Porti ascellari o sistema nazionale?

Emanuele Grimaldi
LIVORNO – A quanto pare ci risiamo: sui porti il governo governa poco ma chiacchiera molto, salvo annunciare anche programmi che sembrano calati dalla Luna. E giustamente Emanuele Grimaldi, che è un armatore con i coglioni, li richiama sulla Terra. È avvenuto nel recente incontro in ALIS coordinato da Bruno Vespa e riportato un po’ su tutta la stampa del web. Sintesi del Grimaldi-pensiero: è sbagliato che il governo punti a privilegiare solo i porti “ascellari” (Genova e Trieste) trascurando gli altri, che invece offrono soluzioni differenziate e suscettibili di crescita importante, se ben coordinati in un piano nazionale. Altra cretinata, peraltro sostenuta dai soloni di Bruxelles: è inutile spendere grandi cifre
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pubbliche nel “cold ironing” se poi non ci sono navi capaci di ricevere e stivare l’energia elettrica fornita dalle banchine; ma in particolare, se l’energia elettrica fornita dal “cold ironing” viene dalle centrali ancora oggi alimentate a olio pesante o addirittura a carbone. Le foglie di fico in campo ambientale servono a poco: anzi, confondono molto.
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Vorremmo citare, a mò di esempio, l’impianto di “cold ironing” fatto a Livorno alcuni anni fa, primi della classe ad utilizzare i fondi europei (sprechi…) per il progetto. Collaudato con una nave militare, non è mai più stato utilizzato e va arrugginendo in banchina Sgarallino. Con il necessario pudore anche l’attuale presidente dell’AdSP livornese Luciano Guerrieri ha fatto capire che la banchina dell’impianto è sbagliata, che l’impianto ormai è già superato e che se vorremo utilizzarlo – ma servirebbe? – avrà bisogno di un revamping. Forse però quegli eventuali fondi si potrebbero spendere per cose più urgenti. Nei giorni scorsi la mia nipotina mi ha mandato una foto presa dall’aereo che atterrava a Malta, dove si vede bene il terminale del GNL già operativo in quella rada. E noi? Stiamo ancora a pestare l’acqua nel mortaio, malgrado siano almeno due anni che ce la menano con il progetto?
Si è parlato molto, su queste colonne, dell’efficienza dei porti italiani, bacchettata dalla Banca Mondiale e non solo. D’accordo, certi “Index” possono anche risultare Ad usum delphini, cioè addomesticati. Ma che ci si stia trascinando sui tempi dei fatti non lo può negare nessuno.
A.F.
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