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L’energia sostenibile guarda al Sud

MILANO – Il mercato dell’energia continua un rally  di aumenti che è partito da 69,91 euro/MWh ed è arrivato a 112,40 euro/MWh.

«Una crescita consistente e continua che potrebbe aver già procurato aumenti del +30% sulle bollette delle aziende e che potrebbe arrivare quest’anno ad un +50% o addirittura ad un +60%» commentano gli analisti di EnergRed (www.energred.com), E.S.Co. impegnata nel sostenere la transizione energetica delle PMI italiane, con un particolare focus sulle fonti rinnovabili e sul solare fotovoltaico.

Tre fattori concorrono a questa dinamica la cui durata non potrà dipendere, o meglio essere mitigata, da alcuna misura nazionale e tantomeno continentale: ildecoupling dei prezzi del gas da quelli del petrolio e da contratti a lungo termine; la crescita dei prezzi dei certificati delle CO2 (ad oggi una tonnellata di CO2 viene scambiata a circa 60 euro, ma la direzione è quella segnata dal meccanismo del Border Carbon Adjustment approvato dall’UE, ovvero di 90 euro/tonCO2); la crescita della domanda legata all’elettrificazione dei consumi.

«La soluzione per controbbattere il fenomeno è nella transizione energetica»sostengono gli analisti di EnergRed.

Ed è proprio la transizione energetica il grande tesoro del Sud, il fattore che renderà le aziende meridionali più competitive di quelle del Nord Italia dove si è invece verificata una vera e propria ecatombe di grandi imprese industriali, che non sono riuscite a saltare sul treno dell’«economia della conoscenza».

«Nonostante il forte rialzo dei prezzi dell’energia, nel Mezzogiorno quella prodotta da fonte solare ha fatto segnare un valore di 102 euro/MWh, nuovo minimo record di costo per le imprese» mettono in evidenza gli analisti di EnergRed.com.

Ma non solo, nel Sud Italia molte sono le leggi regionali che sostengono la costituzione di comunità di «prosumer», produttori-consumatori di energia generata da fonti rinnovabili.

Nella Regione Puglia – ad esempio – una legge ad hoc stabilisce un contributo erogato tramite bando pubblico per la predisposizione del progetto di comunità energetica e di tutta la documentazione necessaria nelle fasi preliminari di costituzione.

In Campania – invece – un buon esempio è quello di San Giovanni a Teduccio, quartiere di Napoli dove attraverso una partnership tra Legambiente, Fondazione Famiglia di Maria e 40 famiglie vessate da situazioni di estrema povertà, è nata la prima comunità energetica solidale d’Italia.

«L’impianto di produzione da 53 kw è dislocato sul tetto della Fondazione per il Sud el’energia è condivisa dalle famiglie: nell’arco di 25 anni si calcola che il totale degli incentivi ricevuti, detratte le spese di gestione, ammonterà a circa 250 mila euro»calcolano gli specialisti di EnergRed.com.

L’E.S.Co. impegnata nel sostenere la transizione energetica delle pmi italiane, con un particolare focus sulle fonti rinnovabili, si propone ora di estendere i benefici all’intero Paese, portando il levelized cost of energy della tecnologia fotovoltaica a 0,05 euro/kWh in tutt’Italia entro il prossimo anno e facendo così del fotovoltaico la fonte di energia più conveniente per le aziende. (AJ-Com.Net)

Pubblicato il
8 Settembre 2021

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