Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

I 1507 giorni della Berkan B

RAVENNA – Lo sottolinea Italia Nostra in un comunicato diramato sabato scorso:  “Sono trascorsi 1507 giorni dal quel 5 ottobre del 2017 quando lo sfortunato cargo turco si spezzò in due per operazioni di demolizione che anche un bambino avrebbe potuto intendere essere errate. Lo stesso bambino si sarebbe chiesto tante altre volte quale fine avrebbe potuto fare quella nave spezzata lasciata in balia degli eventi meteomarini senza che nessuno muovesse un dito. Oggi riemerge dai fondali dell’antica Pialassa Piomboni trasformata in discarica l’ultimo blocco della poppa e sale sul pontone Amt Mariner per l’ultimo viaggio della Berkan B verso Piombino”.  

“Nel mezzo – continua Italia Nostra di Ravenna – una vicenda diventata la favola della portualità italiana, e che non vale la pena ripercorrere in una giornata lieta come questa. Ci chiediamo solo perché fu concessionata quella banchina, quando in Italia un unico cantiere è autorizzato a termini di legge ad effettuare demolizioni navali, ed un altro, PIM di Piombino, lo è diventato grazie a questa vicenda. Ma questa è un’altra storia, che continuerà nei prossimi mesi, come nei prossimi mesi continueranno gli esborsi per le casse pubbliche a conclusione dei lavori – se resteremo entro i 15 milioni di euro potremo dirci fortunati – e come continueranno i danni ambientali per il delicato ecosistema della Pialass”. 

“Oggi ringraziamo soltanto tutti coloro che non si sono voltati dall’altra parte: cittadini, associazioni, esperti che a vario titolo si sono offerti, il Ministero della Transizione Ecologica ed in particolare il comandante del RAM ammiraglio Caligiore giunto a Ravenna per verificare i lavori dal punto di vista ambientale, qualche raro politico, e tutti coloro che hanno lavorato, in mezzo a decine di incompetenti, attorno al relitto, per la buona riuscita di questa difficilissima e pericolosa impresa resa quasi impossibile dalla negligenza ed incapacità di altri.    

Ma la battaglia è appena iniziata: la discarica Piomboni attende la bonifica degli altri cinque relitti, e i cittadini non si fermeranno. 

Pubblicato il
24 Novembre 2021
Ultima modifica
25 Novembre 2021 - ora: 14:07

Potrebbe interessarti

Livorno: leviamo i levatoi!

D’accordo, ora che il guaio è successo – ponte levatoio bloccato, porto industriale isolato, tutti improvvisamente a maledire l’assurdo snodo del Calambrone – finalmente La mia non è più vox clamantis in deserto: e...

Leggi ancora

Il dito e la Luna

La guerra all’Iran, una delle tante feroci guerre in corso, ha dunque colpito in pieno il lato debole dell’economia nazionale, i flussi d’energia. Gli analisti di tutto il mondo hanno chiarito – come ha...

Leggi ancora

…Eppur si muove?

Il ponte dei sospiri, sulla foce del Calambrone a Livorno, sembra finalmente nella fase di sospirata riscoperta della sua priorità. Al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani va riconosciuto che nel recentissimo incontro con...

Leggi ancora

Meglio Tardino che mai

Non ci rimane che riderci sopra. A Palermo, dopo più di un anno, le forze politiche hanno smesso di scannarsi tra loro e finalmente hanno concordato sul nome del nuovo presidente dell’Autorità di Sistema...

Leggi ancora

Ets, masochismo o ignoranza?

Nel recente incontro a Roma sulla pianificazione europea dei trasporti marittimi – riferisce un approfondimento della “Federazione del mare” – il presidente di Confitarma, Mario Zanetti, ha evidenziato come la decarbonizzazione sia un obiettivo...

Leggi ancora

Sul ponte dei sospiri

No, non scrivo su quello di Venezia. Ce l’abbiamo anche noi a Livorno il ponte dei sospiri: anzi, quattro ponti dei sospiri, come scrive il direttore riportando l’accordo sottoscritto a Firenze, sul tavolo della...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio