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Navicelli: ponte fisso no a meno che…

Nella foto: Salvatore Pisano.

PISA – Altro che ponte “dei sospiri” sulla foce del Canale dei Navicelli.

Qui siamo a una rivendicazione – con tanto di dati di fatto incontrovertibili – che uno sbocco al mare del canale, senza ulteriori impedimenti trasversali, è diventato oltre che necessario anche urgente.

👤 Salvatore Pisano presidente dell’Autorità Portuale di Pisa, pochi giorni dopo la decisione della giunta regionale di istituire un tavolo tecnico-politico per studiare la soluzione più valida (ponte apribile resecando l’attuale struttura alla foce o ponte fisso più a monte, con luce uguale al ponte sull’autostrada) chiarisce le esigenze della darsena pisana e dei suoi sempre più grandi scafi che devono raggiungere il mare.

Ecco il suo pensiero.

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🗣 «Un altro ponte fisso? Sono contrario. Un’altra infrastruttura che sarà di certo un ostacolo».

Il presidente Salvatore Pisano – nomen omen – è schietto.

🗣 «Al momento non ho molte informazioni, mi riservo di fare ulteriore valutazioni quando avrò il quadro completo, ma c’è la nostra netta contrarietà al ponte fisso».

La Port Authority di Pisa aspetta le carte della giunta regionale che come già pubblicato ha deciso di istituire un comitato di studio per valutare due progetti: un ponte girevole all’altezza delle porte vinciane o un ponte fisso, arretrato rispetto all’attuale ponte girevole.

🗣 «Noi abbiamo già un attraversamento sul Canale dei Navicelli e cioè il viadotto in gestione alla Salt che ci crea un impedimento al passaggio. Un ponte fisso ce lo abbiamo già e crea problemi sulla luce libera».

Ma la priorità, per il presidente Pisano, è la situazione dei flussi che devono essere assolutamente separati.

🗣 «La nautica pisana è in forte espansione a livello numerico ma anche come dimensioni del dislocamento e quindi di ingombri complessivi. Prima uno scafo 50 metri era un’eccezione, adesso è la norma. A breve ci sarà il passaggio di un grande yacht di 65 metri. Fermo restando che non ho avuto modo di valutare esattamente lo stato dell’arte: ma se piove di quel che tuona, sono seriamente preoccupato». 

Dunque le porte vinciane o lo sbocco al mare, per la Port Authority pisana sono l’ultimo dei problemi: il vero nodo sono le quattro infrastrutture mobili, stradali e ferroviarie, che, a parte quella recentemente riqualificata, sono vecchie e avrebbero bisogno di continua manutenzione.

🗣 «Già nel 2019, cinque mesi dopo il mio insediamento, feci presente che l’incremento esponenziale dei passaggi in Darsena Toscana afferenti all’Autorità Portuale erano in forte crescita, come anche i passaggi dal Canale dei Navicelli. Già al tempo suggerii di diversificare il traffico, da e per il Canale dei Navicelli perché i traffici hanno troppe e pericolose interferenze».

Poi c’è stato il Covid, ma 🗣 «da otto mesi assistiamo a quel fenomeno di aumento dei traffici, con proporzioni sempre superiori – continua Pisano – la separazione dei traffici è dunque la priorità. Oggi abbiamo convogli di 150 metri di lunghezza che hanno difficoltà di manovra perché gli attracchi delle navi, in Darsena Toscana, arrivano fin sotto il canale di accesso».

Tuttavia Pisano non si congeda dicendo no a tutto: rilancia così sulle proposte al vaglio della Regione: 🗣 «Le anticipo la mia proposta nell’eventualità si dovesse realizzare un’altra infrastruttura fissa: allora potrebbe essere fatta adiacente a quella dell’autostrada e questo presupporrebbe creare una conca di navigazione che vedrebbe abbassare il livello dell’acqua sotto i due ponti. Allora il vincolo fisso non avrebbe più lo stesso peso che ha adesso. Insomma, quasi un’opera di compensazione…».

Michela Berti

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Pubblicato il
15 Ottobre 2022
Ultima modifica
17 Ottobre 2022 - ora: 10:25

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