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Bonsignori: che s’aspetta al molo Italia?

LIVORNO – I forestali non sono solo Cilp. E l’occasione della cerimonia per il nuovo grande magazzino della Compagnia è stata presa come occasione da una delle più antiche imprese livornesi, la Bonsignori, per ricordare di esserci anch’essa: e per dare un suggerimento importante in chiave di infrastrutture portuali dedicate.

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In una sua nota, Paolo Bonsignori della consociata Mediterranea Trasporti ricorda che è sempre più necessario dare strutture adeguate ai traffici specializzati come i forestali. E che la “minacciata” cessione dell’Alto Fondale alle crociere, che rischia di mettere in crisi tutto un comparto, dovrebbe essere semmai preceduta dal dragaggio della sponda nord del molo Italia, mentre nei programmi dell’Authority si sta dando priorità al solo approfondimento del lato sud, già oggi operativo a circa 10 metri di battente. L’approfondimento del lato nord del molo Italia, oggi praticamente inagibile perché non ha fondali malgrado la lunghezza di banchina di 300 metri, consentirebbe finalmente al porto una dotazione importante per navi di vario tipo, comprese quelle dei forestali che minacciano di non trovare più spazi all’Alto Fondale.

Proposta non solo legittima, quella di Bonsignori, ma anche opportuna ed estremamente logica. Perché tocca uno dei “misteri” del porto labronico: cioè la costruzione di un complesso così strategicamente importante come il molo Italia, rimasta incompiuta perché solo uno dei tre lati di banchina è stato dragato. Con la fame di banchine che esiste a Livorno, aver trascurato ad oggi l’opportunità di averne altri 500 metri o quasi semplicemente dragando i fondali come da iniziale progetto sembra paradossale, per non dir peggio. E ancora più paradossale il fatto che non se ne parli nemmeno nei programmi più a breve termine della Port Authority. Solo una dimenticanza?

A.F.

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Pubblicato il
6 Agosto 2011
Ultima modifica
11 Agosto 2011 - ora: 15:50

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