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Correre veloci e invece si camminicchia

LIVORNO – Pare che l’Authority di Livorno riprenda da oggi il lavoro a pieno ritmo. Il presidente Giuliano Gallanti è rientrato ieri, buona parte dei funzionari anche: malgrado lo sciopero generale della Cgil che qualche vuoto ha creato e che qualcuno ha preso come occasione per far girare il “mugugno” del momento. Ovvero: in quasi 5 mesi, il presidente non ha ancora tenuto una riunione dei funzionari della sua Autorità, e si va un po’ alla spicciolata, in attesa di coordinamento.

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Solo “mugugno” o anche una tirata d’orecchie al sindacato interno, accusato di essere un po’ troppo accucciato sulla faccenda? Qualcosa potrebbe emergere – si spera – nella riunione del prossimo comitato portuale, convocato come già scrivemmo per giovedì della prossima settimana (15 settembre) con all’ordine del giorno il “tema dei temi”, ovvero la nomina del segretario generale.

Anche su questa faccenda il presidente non si è sbottonato. Ed è rimasto sostanzialmente fermo alla sua richiesta – bocciata dal comitato portuale di prima delle ferie – di riconfermare per quattro anni l’attuale titolare, l’avvocato Giorgio Gionfriddo. Il che vuol dire, secondo i più dediti ai “dietrismi”, almeno due cose: che la candidatura di Federico Barbera è tramontata, malgrado fosse fortemente appoggiata sia dagli operatori che dalle istituzioni territoriali; e che rimane possibile l’operazione Carena, magari non come segretario generale ma come funzionario in sostituzione del pensionando Migheli. Certo, sono ipotesi: ma che girano proprio nel vuoto di informazioni ufficiali sulla volontà del presidente. Con un accenno critico: in quattro mesi (pieni dall’insediamento) uno dei più importanti elementi dell’operatività dell’Authority, cioè il segretario generale, è ancora nel limbo. Girano anche altre malignità: come il computo dei giorni in cui il presidente Gallanti è stato realmente in sede (poco meno di 80 giorni, malignamente contabilizzati da una fonte interna) a fronte di 160 mila euro lordi percepiti. Non male, anche perché dei grandi problemi del porto al momento non uno è andato a soluzione: e semmai si sono innescate lotte anche avvelenate tra gli operatori per le interpretazioni da parte dell’Authority delle normative (vedi casi Sintermar-Winterman, riparatori navali – Azimut, Compagnia portuali – Alto fondale, eccetera).

Va anche riconosciuto che Gallanti si è mosso al momento più ad alto livello, per recuperare i rapporti con le istituzioni internazionali, nazionali e regionali, che al suo arrivo sembravano relegati in secondo piano. L’impegno per riaprire la foce dello Scolmatore c’è stato, anche se nessuno ignora che i tempi saranno lunghi. In fatti di convegni, Livorno è tornato presente sui grandi tavoli, e il prossimo meeting internazionale sui gateway, già annunciato per il 22 e 23 settembre, rappresenta indubbiamente un appuntamento importante.

Ma non vanno ignorati, come già scrivemmo a fine agosto, i temi concreti ed urgentissimi sui quali Livorno sembra latitare. Il documento della Spedimar pubblicato come nostro Quaderno di Agosto ha rimesso in moto aspirazioni, aspettative e anche analisi. Si preannuncia per i prossimi giorni un altro importante documento di stimolo all’Authority e alle istituzioni territoriali: si dice predisposto dall’ex capo dei piloti “Cino” Milani, che già a suo tempo fece una dissacrante immagine del porto d’oggi al Propeller Club. Insomma: malgrado i critici e i pessimisti, il porto non ha il temuto encefalogramma piatto. Ma bisogna correre: e per il momento, si cammina soltanto.

Antonio Fulvi

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Pubblicato il
7 Settembre 2011

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