Darsena Europa: controlli, controllati e controllori

Febbraio 2025: sopralluogo con il viceminiatro Edoardo Rixi alla vasca di colmata, là dove sta sorgendo la Darsena Europa. In primo piano sulla destra: Luciano Guerrieri, commissario per la realizzazione della maxi-Darsena e a quel tempo anche poresidente dell’Authority livornese
Stanno girando tra le segreterie politiche (e non solo) le 81 pagine della relazione con cui il professor Francesco Benevolo, presidente di Ram, ha firmato l’ispezione volta dal ministero presso l’Autorità di Sistema Portuale livornese, con particolare riguardo ai rapporti con la struttura commissariale per la Darsena Europa.
Chi ha avuto la pazienza, la capacità e (mi si perdoni…) lo stomaco di delibare questo capolavoro di burocrazia giuridico-amministrativa, avrà capito che l’ispezione ha trovato parecchi punti di perplessità in particolare sulle retribuzioni ai componenti la struttura commissariale, oltre all’esclusione – parziale e qualche volta totale – del segretario generale dell’Authority labronica da decisioni che avrebbero dovuto coinvolgerlo. In più punti del rapporto si accenna a una chiara conflittualità tra due soggetti, la presidenza e la segreteria generale, che invece avrebbero dovuto collaborare per la miglior gestione della cosa pubblica.
Non avendo né le competenze né – lo confesso – la pazienza di andare a cercare i riferimenti giuridici delle decine di rinvii della relazione («visto il decreto…, visto il regolamento…, vista la sentenza…») debbo limitarmi a dare la contemporanea notizia che in data 26 marzo scorso il prefetto di Livorno Dionisi è stato ufficialmente proposto come commissario per la Darsena Europa al posto dell’ex presidente dell’Autorità di Sistema Luciano Guerrieri. Attenti: passaggio annunciato da tempo, ma anche oggi solo “proposto” perché deve avere l’avallo del Parlamento. Sono i tempi imposti dalla burocrazia democratica: e di fronte ai quali è difficile dimenticare quanto sosteneva Churchill citando Platone, cioè che «la democrazia è la peggior forma di governo possibile, salvo le altre». Una battuta, ma che come sempre sottolinea il problema.
Diciamo che, con i tempi ahimè tartarugheschi, le perplessità della commissione Benevolo potrebbero anche essere contestate. A fronte dei tanti problemi nazionali, compresi i gossip legati alle amanti (vere o presunte) di ministri e di alti dirigenti – per fortuna almeno questo tema non sembra essere sfiorato sull’argomento Darsena Europa – sembrano bruscolini gli intrecci livornesi di competenze, di cariche, di retribuzioni e di dispetti sull’ormai ventennale tematica del porto del futuro. Oppure no? (A.F.)











