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Shipping and “the law” a Napoli

Nella foto: (da sinistra) Francesco Saverio Lauro, Paolo d'Amico e Alfons Guiner.

NAPOLI – Pirateria, rapporto tra armatori e mondo bancario, infrastrutturazione di porti, logistica: sono solo alcuni dei temi trattati nell’annunciato convegno “Shipping and the Law 2011” organizzato dallo Studio legale Lauro che ha richiamato a Napoli i big dello shipping internazionale.

La conferenza, proprio per la ricchezza delle relazioni e lo spessore dei partecipanti, si propone ormai come un appuntamento fisso cui guarda tutto il complesso monco che ruota intorno allo shipping. Presenti, tra i numerosi e prestigiosi partecipanti, il sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti Bartolomeo Giachino, il presidente di Confitarma Paolo d’Amico, il segretario generale dell’Espo (European Sea Ports Organization) Patrick Verhoeven, il direttore del Banco di Napoli Giuseppe Castagna.

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Di pirateria, su cui incombe ancora la preoccupazione per gli equipaggi e le navi ancora sotto sequestro delle due società armatoriali napoletane (Fratelli D’Amato e Perseveranza) ha parlato Francesco Saverio Lauro. “Dai nuclei militari che proteggeranno le nostre navi – ha affermato Lauro – ci aspettiamo un deterrente per evitare ulteriori episodi di pirateria. La procedura però, non è ancora completa: mancano gli accordi con gli stati per consentire l’imbarco e lo sbarco dei team di militari armati e urge definire apposite regole di ingaggio. Bisogna fare presto se vogliamo evitare altri sequestri di navi ed equipaggi italiani – insiste Lauro -. E’ importante la convenzione con la Marina in quanto i militari hanno anche funzione di polizia giudiziaria e ciò assicura la massima legalità nell’uso delle armi ed è efficace nell’assicurare i pirati alla giustizia“.

Lauro, già presidente dell’Autorità Portuale di Napoli, ha parlato anche del ruolo e del potenziamento delle infrastrutture: ”Servono – afferma – modelli nuovi visti in un’ottica europea di network, per ammodernare i porti italiani. I capitali pubblici non vanno investiti a caso o secondo una forma di “incongruo federalismo”, ma in base ad oggettive necessità e potenzialità dei traffici così da attrarre anche l’intervento dei privati come ha evidenziato, nella sua relazione, il professor Paolo Costa, presidente dell’Autorità Portuale di Venezia (già sindaco della città lagunare e ministro dei Lavori Pubblici)”. Sulla necessità di un più stretto rapporto tra sistema armatoriale e mondo bancario, in un momento particolarmente difficile come l’attuale, si sono soffermati il direttore generale del Banco di Napoli Giuseppe Castagna e Nicola Coccia, presidente della sezione finanza di Confitarma. Il numero uno degli armatori Paolo d’Amico ha fornito i dati dell’industria armatoriale spesso poco considerata e sulla quale incombe la scure dei tagli del Governo. “Il cluster marittimo – spiega d’Amico – oggi occupa in Italia circa mezzo milione di persone e rappresenta il 2,5% del Pil. E’ un’eccellenza che va valorizzata e sostenuta.

Il sottosegretario Bartolomeo Giachino ha a sua volta messo l’accento sull’importanza della logistica il cui mancato adeguamento costa allo stato 40 miliardi di euro.

Bianca D’Antonio

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Pubblicato il
5 Novembre 2011

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