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Porti allo scontro sull’Ici dei terminal

Le incongruenze dei vari comuni che applicano l’imposta sulla base di diversi criteri – Anche Assiterminal chiede di abolirla sulla base di un ricorso vinto a Trieste

LIVORNO – Non è una novità, quella dell’Ici sui porti italiani. Ma è tornata di attualità in questi giorni per un duro attacco da Genova alla decisione della commissione tributaria di Livorno, che ha respinto il ricorso del TDT (Terminal Darsena Toscana) contro l’imposta stessa. Un salasso in più per il più grande terminal portuale labronico (e per gli altri terminal che peraltro l’Ici la pagano da tempo) che si aggiunge alla recente richiesta della Regione Toscana che, a differenza di quella ligure, pretende dai terminal una super-tassa sulle concessioni demaniali malgrado i pareri negativi dello Stato e la raffica di ricorsi in atto.


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“Un guazzabuglio” infernale, dicono i genovesi. E non senza qualche ragione, visto che il Terminal Darsena Toscana, partecipato al 50% dai genovesi di GIP (Gruppo Investimenti Portuali) s’è visto respingere il ricorso, mentre lo stesso gruppo a Genova, dove opera sul terminal Sech, ha avuto l’esenzione dal pagamento dell’ICI sui piazzali e sugli annessi.

Secondo un servizio apparso su “Il Secolo XIX” di Genova, il sindaco Alessandro Cosimi avrebbe dichiarato “che l’intervento del Comune è stato dirompente ma abbiamo trovato un’intesa con il terminalista perché siamo a favore di chi produce ricchezza”. Analogamente il funzionario comunale che ha trattato la vicenda, Alessandro Parlanti, ha rilevato che “a Livorno sono esenti Ici solo le banchine e le strade, ma con TDT abbiamo recuperato un rapporto sereno e collaborativo”. Nel senso che il TDT pagherà. Quanto volentieri e quanto serenamente non si sa, visto che a Genova, ferocemente si titola: i genovesi pagano, ma ai livornesi.

Quella dell’Ici sui porti è peraltro una delle classiche storie all’italiana, dove non si riesce ad avere una norma che valga “erga omnes” e imperano invece le interpretazioni locali. Si fa notare infatti che in alcuni porti (Napoli, Trieste, eccetera) l’Ici non si paga o si paga solo parzialmente. E nei giorni scorsi in una sua nota ufficiale l’associazione dei terminalisti Assiterminal ha richiamato una sentenza della commissione tributaria di Trieste (per ora c’è solo il dispositivo) secondo cui l’Ici sulle concessioni demaniali portuali non è dovuta. Lo stesso dice una nota di Assoporti, firmata dal presidente Nerli, che chiede al governo di ribadirne la non applicabilità utilizzando il decreto sulle “semplificazioni” che è destinato a diventare, come spesso accade, una specie di omnibus sul quale far saltare tutto e tutti.

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Pubblicato il
8 Febbraio 2012

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