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Vigilia del Salone Nautico di Genova: tanto impegno, ancor più preoccupazioni

Scongiurata la defezione della vela, ritorna la subacquea e si apre anche alla componentistica – Molta attenzione ai giovani – E si spera in particolare nell’aumento dell’export

Sara Armella

GENOVA – La festa è finita, il popolo italiano delle barche è in rotta precipitosa, e come diceva la vecchia poesia, “il fisco infuria/il pan ci manca/ sul ponte sventola/bandiera bianca”. Il ponte è quello delle barche, e sul fisco è inutile specificare.

Sotto questi poco piacevoli auspici, il 52º salone nautico di Genova si appresta ad aprire i battenti: si terrà da sabato prossimo 6 ottobre a domenica 14 ottobre, con 900 espositori garantiti dall’organizzazione, poco meno di 2000 barche tra grandi e piccole, e un forte tentativo di innovazione, in particolare con l’apertura ai giovani, un rilancio della vela e delle piccole barche, una Genova più accogliente (o meno ostica, secondo i punti di vista) per i visitatori. Meno esosa anche per chi si deve organizzare una visita o una permanenza espositiva.

[hidepost]Dice Sara Armella, la giovane presidente dell’Ente Fiera: “Abbiamo lavorato molto, quest’anno, per realizzare un salone nuovo, orientato al business ed ai giovani.

Per dare strumenti concreti alle aziende espositrici, abbiamo voluto imprimere una forte spinta alle azioni di internazionalizzazione, e migliorato alcuni dei servizi più importanti. Con le prove in acqua – continua – la possibilità per i ragazzi di provare gli sport in acqua, l’ingresso gratuito fino a 14 anni, la presenza dei campioni, il ritorno della subacquea, l’apertura serale il primo sabato, le sfilate e il programma di eventi fuori salone “GenovainBlu” puntiamo a risvegliare la passione per la nautica e per il mare e ritornare a guardare il futuro con fiducia e un pizzico di entusiasmo”.

Belle parole, certamente: che tuttavia dovranno confrontarsi con una realtà tra le più dure degli ultimi vent’anni. L’Ente Fiera ci ha provato, l’UCINa da parte sua ha lavorato per scongiurare – e per quest’anno almeno c’è riuscita – la defezione in toto della grande vela, che aveva già deciso di farsi un salone tutto suo a La Spezia, nell’Arsenale della Marina Militare – e per portare la solita passerella (inutile?) di ministri a visitare il salone. Si è cercato di allargare la partecipazione: così con Techtrade, nel padiglione B2B, si prova a rubare clienti al salone di Carrara per la componentistica e gli accessori. La vela è stata spostata in Marina 1 per dargli più visibilità. Ma più che altro, visto che il mercato interno è pressoché bloccato (“il cavallo non beve” dicono mestamente le aziende che non esportano) si punta all’internazionalizzazione: cioè ad offrire la possibilità di esportare anche alle medie aziende che non ce la fanno da sole. Significative a questo livello le presentazioni del salone fatte a Dubai e in Cina, e i servizi (transfert in elicottero) per  i dealer dall’estero. Insomma ci si prova: e anche se pesano sul salone alcune defezioni importanti, sono in tanti che verranno a Genova con nel cuore e nella testa la famosa battuta: io, speriamo che me la cavo.[/hidepost]

Antonio Fulvi

Pubblicato il
29 Settembre 2012

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