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Per Piombino un decreto Clini pro Concordia

Corrado Clini

ROMA – Potrebbe arrivare venerdì 8 marzo il decreto del ministro dell’Ambiente (pro tempore) Corrado Clini che vara una serie di interventi urgenti per il porto di Piombino, utili per approfondire in tempi strettissimi i fondali a 20 metri e a predisporre le banchine secondo il piano regolatore approvato da tempo. E’ la risposta che Clini ha dato al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi dopo che le prime anticipazioni da Londra hanno descritto una Costa Crociere dichiaratamente contraria a portare a Piombino il relitto della Concordia. Costa si sarebbe appellata alla mancanza di strutture e di fondali sufficienti. Da qui il pressing di Rossi su Clini – peraltro più che convinto sull’ipotesi Piombino – per un decreto che consenta di mettere rapidamente in condizioni il porto toscano di ricevere il relitto.
Nella vicenda ci sono, ovviamente, alcuni elementi assai atipici. Il primo: il ministro dell’Ambiente firmerà (o firmerebbe) un decreto che riguarda prioritariamente il collega delle Infrastrutture e Trasporti, che su tutta la vicenda della Concordia è rimasto singolarmente dormiente.
[hidepost]Sembra tuttavia che l’eventuale obiezione possa essere superata grazie all’enorme “interesse ambientale” che il trasferimento del relitto della Concordia avrà; e che quindi imporrà al ministro Clini di fare tutto il possibile perché lo stesso trasferimento sia il più breve possibile e quindi sia predisposto ad accoglierlo il porto più vicino, nella fattispecie Piombino. Sui finanziamenti necessari, difficile che l’Ambiente disponga dell’intera cifra: ma a questo punto le Infrastrutture potrebbero “pescare” anch’esse in qualche capitolo, contribuendo a mettere insieme i 100/150 milioni necessari ai piombinesi.
Il secondo elemento atipico è rappresentato da una “minaccia” non articolata ufficialmente, ma di cui si sussurra sia in Regione Toscana che a Roma. Ovvero: quando (e se) il relitto della Concordia sarà riportato a galla, occorreranno per rimuoverlo tutta una serie di autorizzazioni sia regionali che nazionali. E la Costa Crociere dovrà ben valutare quanto potrebbero crearle problemi – e quanto potrebbero costarle – eventuali resistenze da Roma e da Firenze. Insomma, è una partita a scacchi ancora tutt’altro che conclusa, malgrado i “niet” che starebbero arrivando attraverso Londra alla soluzione Piombino.

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Pubblicato il
2 Marzo 2013

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