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“Green cranes”, lo stato dell’arte

Il progetto co-finanziato dall’Unione Europea e la cooperazione tra i porti di Valencia, Livorno e Koper per utilizzare il gas LNG sui motori dei mezzi di banchina – Presentato il prototipo Kranes messo a punto dalla Global Service

Brasile (a sinistra) e Lupi con la Kalmar.

LIVORNO – L’alimentazione dei motori sui porti – e non solo – con il gas naturale liquefatto LNG: dalla teoria allo studio, dai progetti co-finanziati dall’Unione Europea alla pratica applicazione: con uno sguardo anche alle normative e a un futuro non troppo lontano dove non solo i mezzi terrestri, le gru nei porti e i grandi vettori stradali potranno andare a LNG, ma le stesse navi avranno motorizzazioni a gas.
E’ questo il panorama emerso dalla giornata di lavori che si è tenuta giovedì, due giorni fa, all’interporto Vespucci di Guasticce dal significativo titolo “Greencranes demostration day”. Co-finanziato dall’Unione Europea nel quadro dello sviluppo della mobilità sostenibile del prossimo futuro sulle grandi direttrici delle reti TEN- T, il progetto si articola sulla cooperazione tra tre grandi porti del Mediterraneo, Valencia, Livorno e Koper (Capodistria) le cui Autorità portuali si sono fatte promotrici di studi, analisi sui flussi, consuntivi sui consumi di carburante e infine valutazioni sul risparmio sia energetico sia ambientale che deriverebbe (deriverà) dalla conversione dei motori a gasolio ad alimentazione almeno mista con LNG.
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Il tavolo dei relatori.

La giornata si è articolata in una serie di relazioni tecniche, relazioni politico-giuridiche e infine in una tavola rotonda sull’alleanza tra i porti del Nord Tirreno per sviluppare l’utilizzo del gas LNG in vista del regolamento europeo che pur tra molte difficoltà e resistenze – ne ha parlato la dottoressa Maria Grazia Cacopardi del ministero delle Infrastrutture, reduce dagli ultimi incontri di Bruxelles sul tema – propone di realizzare una rete di stazioni di rifornimento lungo le direttrici TEN-T entro il 2025/30. Importanti contributi sono venuti da Stefan Johansson (Kalmar), Claudio Fontanini (Kalmar Design) e Roberto Roasio (Ecomotive).

La platea all’interporto Vespucci di Guasticce.

In questo quadro di riferimento, il porto di Livorno, con la sua Autorità – hanno riferito il presidente Giuliano Gallanti e il segretario generale Massimo Provinciali – si trova in una posizione singolarmente privilegiata. Perché con Valencia e Koper è il riferimento del progetto europeo su cui ha lavorato e lavora proficuamente. Poi perché è sede dell’unico rigassificatore di LNG del Mediterraneo centrale, già operativo (l’amministratore delegato di OLT Offshore Peter Carolan ha riferito di quattro navi già scaricate e un progetto che ha flessibilità operative tali da poter in futuro anche servire da stoccaggio integrativo): ma anche e specialmente perché a Livorno, proprio nell’area del Vespucci, opera la Global Service di Raffaele Brasile e Mario Lupi, che in stretta collaborazione con il mega-costruttore di gru portuali Kalmar, con la Ecomotive Solutions (gruppo HOLDIM) di Serralunga, con i ricercatori del Sant’Anna e altre importanti realtà (tra cui il RINa) ha elaborato ed applicato al primo prototipo di gru gommata da piazzale portuale Kalmar il kit di alimentazione mista gasolio-LNG. E nel corso della giornata la grande gru Kalmar ha effettuato una dimostrazione nel piazzale dell’interporto, suscitando positivi commenti.
Tanti gli interventi nella giornata al Vespucci, tantissimi gli aspetti del grande progetto europeo dell’utilizzo del gas LNG per sostituire progressivamente nei porti ma non soltanto (si parla ormai di navi con motorizzazione a LNG) affrontati anche in dettaglio. Il presidente dell’Authority di Livorno Giuliano Gallanti, il direttore della IV divisione del ministero delle Infrastrutture Giuseppe Alati, l’ingegner Peter Carolan di OLT Offshore e i rappresentanti di Valencia, Koper e Kalmar hanno tutti sottolineato come la tecnologia dell’alimentazione a gas LNG sia ormai matura per le prime applicazioni, mentre è ancora in ritardo la rete di rifornimenti, specie su strada e nei porti: un ritardo che però i porti stessi, in particolare Livorno (favorito dalla piattaforma offshore) e Valencia e Koper per il progetto comune, stanno adoperandosi per superare.
Per la Global Service, Mario Lupi ha ricordato come il progetto della gru alimentata anche a LNG sia diventato realtà grazie a un “circuito virtuoso” costituito tra imprese (ha citato Ecomotive, HOLDIM Group, HVM), istituzioni (MI, RINa, Autorità portuale di Livorno, la stessa Unione Europea) e centri di ricerca (Percro, Università, poli tecnologici, Sant’Anna). La collaborazione con le realtà portuali di Valencia e Koper – ha ricordato ancora Lupi – è stata totale, fattiva e alla fine fraterna. Il tutto nella certezza che lavorando insieme, ”con umiltà, etica e conoscenza del lavoro” si possa arrivare davvero al risultato di un network portuale e trasportistico più verde.

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Pubblicato il
18 Gennaio 2014

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