UCINa, il grido di dolore

Il presidente dell’Unione dei costruttori nautici fa il punto della crisi

Anton Francesco Albertoni

GENOVA – Se a Carrara si parlerà da oggi di grande e grandissima nautica, quasi totalmente venduta all’estero, dall’UCINa arriva la conferma che il mercato nazionale continua ad essere a encefalogramma piatto. “Le vendite nautiche in Italia – dichiara il presidente di UCINa Anton Francesco Albertoni- sono praticamente azzerate, complice la crisi che colpisce dal 2008 ma anche delle scelte miopi della politica sul comparto nautico”. E non si tratta di una caduta nel solo comparto degli yachts: anche la piccola nautica, dai fuoribordo ai gommoni, dai cabinatini alle vele, è andata a picco, con qualche lodevole eccezione che non serve però a mantenere vivo il mercato.
Tra le soluzioni proposte da Albertoni, oltre alla cancellazione della famigerata tassa Monti sulle barche immatricolate (che è stata rivista dal governo Letta, ma solo parzialmente: e che ha avuto anche la “beffa” di una procedura di restituzione per le barche minori, procedura talmente farraginosa che quasi nessuno l’ha attuata) anche l’informatizzazione delle immatricolazioni degli yachts, che dovrebbe essere attivata entro il primo semestre di quest’anno ma rischia al solito di arrivare tardi e male.
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