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Livorno, aspettando il Prp (e il Comune)

Tutti i (tanti) dubbi da chiarire anche nei rapporti con il Municipio sulle scelte legate al waterfront – Le gare per i bacini e per la Porto 2000 – Il dibattito su Collesalvetti

LIVORNO – Un mese ormai, o poco meno, per il comitato portuale dell’Authority che dovrà fare il punto sull’iter del nuovo piano regolatore. A Palazzo Rosciano la prima metà di settembre è programmata per una serie di impegni fuori sede dei vertici. In particolare il presidente Gallanti rientrerà alla fine della prossima settimana, il segretario generale attualmente in ferie rientrerà per ripartire subito dopo – probabilmente insieme all’avvocato Paroli – per il centro America. A sua volta la dottoressa Querci rientra lunedì per seguire i suoi progetti europei e il dottor Vanni sta facendo la spola tra Roma, Venezia e Livorno proprio per i vari passaggi del piano regolatore.
[hidepost=]Come abbiamo già scritto, il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici dovrebbe dare il proprio parere nell’assemblea dell’ultima settimana di settembre, salvo ulteriori slittamenti. E il comitato portuale sarà convocato anche in relazione ai tempi delle decisioni di Roma.
Sopite dalle chiusure d’agosto, le polemiche su alcuni dei punti del piano regolatore si ridestano in questi giorni. Una delle incognite è quella delle modifiche all’iter di pianificazione che dovrebbero derivare dal decretone “Sblocca Italia”. E c’è chi teme che, con tutti i rimaneggiamenti e i compromessi con cui la riformina della 84/94 è arrivata nel decreto, il meglio diventi nemico del bene. Vedremo, ci sarà tempo per valutare.
Altro punto d’incertezza rimane il più volte citato atteggiamento del Comune sull’iter della pianificazione. Il sindaco Nogarin s’è tenuta stretta la delega al porto: e malgrado tutti gli svariati ripensamenti su assessorati e dirigenti, non sembra volerla mollare nemmeno nei prossimi passaggi. A Palazzo Rosciano si tiene un profilo basso sull’eventuale scontro tra istituzioni, sostenendo che in tutti gli incontri il sindaco si è dimostrato molto più disponibile di quanto poi dichiarato in pubblico. Ma non si è ancora sicuri se si tratta di pretattica o di vera convinzione. E il comitato portuale di fine settembre dovrebbe essere anche il momento della verità sui tanti temi ancora aperti: waterfront con la città, gare sui bacini di carenaggio (da qualche giorno c’è un frenetica attività di riparazioni su una nave di Grimaldi: un segnale?) e sulla privatizzazione della Porto 2000, allargamento del comitato portuale (se la riforma li salverà come sono, i comitati portuali…) anche a Collesalvetti, modifica della cinta doganale, eccetera. C’è tanta carne al fuoco. E tantissimi aspetti tecnico-politici ancora da chiarire: possibilmente in tempi stretti, perché non basta una solitaria Maersk in Darsena Toscana, come il proverbio sulle rondini, per fare primavera.

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Pubblicato il
30 Agosto 2014

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