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L’Asamar sul “caso” Toremar

Laura Miele

LIVORNO – Continua a livello non solo regionale il flusso degli interventi sulla clamorosa sentenza del Consiglio di Stato che ha “bocciato” l’assegnazione di Toremar al gruppo Moby ed impone alla Regione Toscana di “passare” l’ex compagnia regionale pubblica alla concorrente Toscana di Navigazione.
Ecco sul tema la presa di posizione dell’associazione degli agenti marittimi della Toscana Asamar, presieduta da Laura Miele.

In merito alla vicenda Toremar, Asamar esprime grande preoccupazione per le conseguenze operative che potrebbero derivare dalla sentenza del Consiglio di Stato.
La Regione Toscana, per prima in Italia, aveva iniziato un processo di privatizzazione nel 2010, predisponendo un bando di gara pubblico ed assegnando poi al Gruppo Moby il contratto di servizio.
[hidepost]Detta sentenza del Consiglio di Stato, emanata dopo oltre tre anni dall’aggiudicazione, e quindi con una tempistica incompatibile con la logica imprenditoriale, potrebbe provocare conseguenze molto gravi nell’ambito dei servizi verso l’utenza, creando incertezze sulla garanzia della continuità territoriale, sino ad oggi sempre assicurata.
L’attuale situazione è infatti frutto di anni di serio e impegnativo lavoro i cui esiti positivi si colgono in un dinamico assetto organizzativo ed in importantissimi investimenti effettuati per rilanciare la flotta.
Evidenziamo anche che sono state mantenute invariate, sia durante sia dopo la fase della privatizzazione, le articolazioni territoriali presenti in tutta la Toscana, nonché i modelli organizzativi idonei a garantire la gestione in loco delle fasi della bigliettazione e di esercizio della rappresentanza armatoriale e raccomandazione marittima.
Inoltre non dobbiamo dimenticare che l’Autorità Portuale di Piombino e dell’Elba, dopo l’aggiudicazione del contratto di servizio a Moby ed il pronunciamento del garante dell’antitrust, emanò un regolamento che garantì l’entrata di altre compagnie di navigazione sulla tratta Piombino-Elba, assicurando così pluralità dei servizi e maggior lavoro per altri armatori, personale marittimo e strutture agenziali.
Ribaltare questa situazione potrebbe significare mettere nuovamente tutto in discussione, rischiando di creare serie problematiche sulla qualità e l’offerta dei servizi, nonché sulla tutela occupazionale dei lavoratori di tutte le aziende coinvolte, delle strutture agenziali e del personale marittimo rispetto ad una situazione ormai avviata e consolidata con risultati molto efficienti.
Asamar auspica quindi una rapida soluzione delle problematiche che potrebbero derivare dalla sentenza del Consiglio di Stato e, attendendo il pronunciamento della Regione, si augura che non si veda vanificato l’impegno profuso nel corso di tutti questi anni da parte di un importante Gruppo Armatoriale che ha sempre rispettato e valorizzato ogni professionalità, incluso il ruolo e l’attività degli Agenti Marittimi.

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Pubblicato il
24 Gennaio 2015

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