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L’Alsea al governo no tasse per le authority

Già inviate all’Unione Europea tre segnalazioni per violazione del diritto comunitario. La tutela del settore

Pietro Vavassori

SAN PELLEGRINO TERME – Nella splendida cornice di S. Pellegrino Terme, Alsea (Associazione Lombarda Spedizionieri ed Autotrasportatori) ha festeggiato i primi 70 anni di vita. Alsea è la più importante realtà territoriale del mondo dei trasporti e delle spedizioni e riunisce oltre 650 aziende, per un totale di circa 20.000 addetti.
Il convegno ha visto gli interventi del presidente Confetra, Nereo Marcucci, del professor Giulio Sapelli, del dottor Marco Spinedi e del presidente Alsea, Pietro Vavassori, che ha presentato le principali attività svolte da Alsea a favore dei propri associati. Tra queste ha sottolineato l’iniziativa, portata avanti tramite Confetra, volta a vedere riconosciuto il principio per cui le Authority create dallo Stato debbano essere mantenute dalla fiscalità generale.
“Non si può pensare – ha detto il presidente Vavassori – che per ogni nuova Autorità (ART, AGCOM, Antitrust; in futuro forse l’autorità dei porti e della logistica) lo Stato crei una nuova tassa a carico delle imprese. Per questo sono state promosse diverse azioni di cui si attende l’esito nei prossimi mesi”.
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Nella foto: (da sinistra) Marco spinedi, Pietro Vavassori, Giulio Sapelli e Nereo Marcucci.

Il presidente Vavassori ha poi ricordato che, sempre tramite la Confederazione, sono stati inviate tre segnalazioni all’Unione Europea per violazione del diritto comunitario. La prima riguarda l’illegittimità della norma che disciplina le sanzioni in dogana.
La seconda è relativa alla recente modifica alla disciplina del contenzioso doganale in base alla quale le sentenze a favore del contribuente non sono efficaci finché non diventano definitive ed è quindi richiesto l’immediato pagamento dei diritti doganali oggetto della controversia anche nel caso la Dogana risulti soccombente.
La terza segnalazione riguarda il principio della neutralità dell’IVA, per cui non possono essere considerati responsabili del pagamento dell’imposta in dogana quei soggetti che non possono esercitare il diritto alla detrazione, come il rappresentante indiretto.
“Seppur fautori e sostenitori del dialogo tra mondo imprenditoriale e Amministrazioni pubbliche, diventa un obbligo intervenire per tutelare le imprese ed i nostri associati” conclude il presidente Vavassori.

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Pubblicato il
27 Giugno 2015

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