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Piattaforma Europa fase due Livorno rilancia anche i ro/ro

Ribadito l’impegno della Regione e le indiscrezioni sugli operatori livornesi – Il dragaggio della Darsena Toscana e le porte vinciane da controllare

Enrico Rossi

Giuliano Gallanti

LIVORNO – Tra i segnali che contano, c’è anche il ritorno del porto labronico nelle pagine de Il Sole-24 Ore: che proprio due giorni fa ha dedicato un lungo articolo di Raoul de Forcade al record dei container livornesi e alla gara per la piattaforma Europa.
Miele per le orecchie di Giuliano Gallanti e Massimo Provinciali, l’accoppiata che due giorni fa ha illustrato nei dettagli il 2015 “dei miracoli” con tutta la soddisfazione di chi ha messo in carniere l’inversione di un trend negativo durato anni. Miele anche per Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, che sulla piattaforma Europa si è speso, ha continuato a spendersi e ieri in Fortezza Vecchia ha ribadito il proprio messaggio: ovvero che la Regione ci crede, ma che bisogna fare presto, più presto possibile.
[hidepost]Rossi ha oggi molta carne al fuoco, anche sui temi personali (la sfida politica alla segreteria nazionale del Pd è solo una). E sono diventati notizia ormai accertata i suoi incontri con Gianluigi Aponte, che alla piattaforma Europa sembra decisamente interessato.
Il “vertice” di ieri in Fortezza Vecchia è servito a ribadire alcuni punti chiave, anche se aleggiava – e continua ad aleggiare – la sottile preoccupazione su quello che potrà decidere il tavolo di coordinamento che la riforma portuale stabilisce di aprire al MIT per valutare quali dei mega-progetti in corsa per i container potrà essere appoggiato (o addirittura consentito) dallo Stato.
Nell’incontro di ieri si è cercato di tenere la sordina bassa: ma da Firenze arrivano voci di crescente malumore dal mondo politico nazionale per la “minaccia” che la piattaforma Europa rappresenterebbe per porti del medio e alto Tirreno che hanno … più santi in paradiso (politico) dei livornesi. Insomma, se non è allarme rosso, poco ci mancherebbe.
Anche ieri si è capito con chiarezza che tutto sta nella gara aperta dell’Authority: su chi parteciperà e specialmente chi sarà a vincerla (se ci sarà un vincitore). L’impegno privato chiesto ai gruppi interessati non è certo marginale, specie in tempi di banche sotto pressione. Ma è altrettanto importante che tra il pubblico ci fossero “osservatori” notoriamente con la borsa ben fornita. Come importantissimo è che ci sia la ferma volontà dei veri imprenditori livornesi (che poi non sono tantissimi…) di non essere tagliati fuori dalla partita. Un “asse” Neri-Negri-Msc-Lorenzini con l’integrazione di qualche terminalista che viene dal lontano oriente? Tante le voci, anche in libertà.
Sul piano delle considerazioni più immediatamente pragmatiche, due i punti che sono andati a bersaglio in questi ultimi giorni: il rilancio di Gallanti & Provinciali sulla fase due della piattaforma Europa, per il porto delle Autostrade del mare (per i ro/ro che continuano ad aumentare non ci sono più spazi anche se andrà a compimento il tentativo dell’accordo tra i tre maggiori terminalisti di scambiarsi gli spazi liberi); e la messa in sicurezza della Darsena Toscana con la gestione delle porte vinciane all’Authority, anche in relazione al prossimo dragaggio (lavori già consegnati) per la Darsena stessa. Una corsa sul tempo nella quale si è ancora una volta impegnato Enrico Rossi, che non manca però di punzecchiare su tempi e modi. Sperando che almeno questa volta i tempi (anche i suoi) non siano quelli della politica: e specialmente, della burocrazia.
Antonio Fulvi

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Pubblicato il
13 Febbraio 2016

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