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GNL e Canale di Sicilia un workshop ad Augusta

Il punto sulla crescita del comparto e delle infrastrutture di distribuzione in Europa e nel Mediterraneo

ROMA – Conferenza GNL ha fatto il punto sulla situazione internazionale del gas liquefatto, in vista di un workshop del prossimo 13 maggio ad Augusta.
Nonostante i prezzi del GNL restino in Asia molto bassi – come d’altronde nel resto del mondo – aumenta ancora la capacità produttiva – scrive Conferenza GNL – e si sviluppano nuove rotte di esportazione. Dopo l’impianto di Sabine Pass negli Stati Uniti, che ha spedito il primo carico verso il Brasile, è adesso la volta del nuovo impianto di Gorgon, nell’Australia Occidentale, da dove è salpata la prima metaniera verso il Giappone.
[hidepost]Intanto in Europa il tema principale del momento resta lo sviluppo delle infrastrutture per la logistica del GNL che richiede una stretta collaborazione transnazionale tra Governi, Autorità portuali e imprese. Importanti incontri di lavoro hanno riguardato l’Italia e la Spagna mentre la Commissione Europea ha approvato e contribuirà alla realizzazione di depositi costieri in Finlandia.
Se nel Mediterraneo l’esigenza principale è lo sviluppo del mercato – dice il report di Conferenza GNL – nei Paesi baltici pesa la necessità di ridurre la dipendenza dalle forniture russe. L’alternativa ai gasdotti costituita dai piccoli impianti di GNL è in linea con le strategie energetiche europee e le decisioni del governo finlandese non contrastano con le norme sugli aiuti di Stato e la concorrenza nell’Unione.
Forte spinta delle associazioni internazionali per la conferma del limite globale dello 0,5% di tenore di zolfo nei carburanti marittimi dal 2020, in vista delle prossime importanti riunioni in ambito IMO, fermo restando che il limite dello 0,5 sarà in vigore nei mari europei anche in caso di rinvio.
La coesistenza di limiti diversi in aree marittime contigue potrà però creare situazioni di difficoltà, come potrebbe essere nel Mediterraneo e in particolare nel Canale di Sicilia, con una fascia costiera sud con il limite del 3,5% e una nord con lo 0,5%.
A conferma della strategicità dell’area del Canale di Sicilia per lo sviluppo degli usi diretti del GNL, negli scorsi giorni è stata rilanciata la notizia dello studio di fattibilità dell’Eni consegnato al ministero dello sviluppo lo scorso 24 febbraio, nell’ambito delle numerose iniziative per la ristrutturazione del sito di Gela.
Del contesto ambientale e delle infrastrutture per il GNL nel Canale di Sicilia si parlerà nel workshop organizzato da ConferenzaGNL il prossimo 13 maggio nella Base navale di Augusta dal titolo: “Italia hub del gas naturale, opportunità GNL per i trasporti marittimi nel Mediterraneo”.
Di grande interesse anche le nuove strategie dell’India che sceglie decisamente il GNL per sostenere la propria crescita economica in generale e in particolare per l’alimentazione delle ferrovie e dei trasporti terrestri di lunga distanza. Pesa in questa decisione la conferma degli investimenti nei nuovi impianti di produzione del GNL nell’area del Pacifico e dell’Africa orientale che contribuiranno a mantenere bassi i prezzi del metano liquido negli anni a venire.
Nonostante le incertezze regolatorie di questi mesi, con i Governi europei impegnati nel recepimento della direttiva DAFI entro il prossimo novembre, proseguono gli ordini per navi e camion alimentati a GNL sia nell’Europa settentrionale che in quella meridionale. Le ultime novità riguardano Iveco, Rolls-Royce, lo spedizioniere italiano Smet e l’armatore norvegese NSK Shipping.

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Pubblicato il
26 Marzo 2016

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