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Dal Forum Shipping & Intermodal luci ma anche ombre sulla riforma

I temi della “governance” e la visione nazionale sulla logistica ancora da mettere a fuoco – Gli effetti concreti che potranno venire dalle innovazioni – La crisi dello shipping

GENOVA – Con un passato che continua a pesare per le troppe ingerenze dei campanili e con un presente che registra una riforma portuale ancora in fasce, come ripensare il futuro (sperando prossimo) dei porti italiani?
[hidepost]Se lo sono chiesti due giorni fa a palazzo San Giorgio, sala delle compere, nell’ambito del 3° Forum Shipping & Intermodal Transport, il presidente di Federagenti Gian Enzo Duci, chairman anche della successiva prima tavola rotonda con i tanti presidenti di categoria, e il direttore del quotidiano Il Secolo XIX Massimo Righi. La seconda tavola rotonda, nella tarda mattinata, ha avuto come chairman Fabrizio Vettosi, direttore generale di Venice Shipping & Logistic e tra i più attenti esperti in campo nazionale.
Dal dibattito, dopo che le introduzioni di Duci e Vettosi avevano posto i rispettivi temi (la Nuova portualità Duci, gli effetti concreti della riforma Vettosi) sono emersi molti degli elementi che fanno sperare in un cambio di mentalità non solo nei porti e per i porti, ma dell’intero sistema logistico nazionale. Che oggi, pressato dal perdurare della crisi e a fronte del grave momento dello shipping, deve cercare di mettersi rapidamente in linea con quella parte d’Europa che non è rimasta a guardare.
Torneremo sui temi trattati. Ciascuno degli interventi del Forum meriterebbe un singolo approfondimento. Con Duci erano iscritti a parlare il governatore della Liguria Giovanni Toti, il neo-presidente dell’Autorità di sistema portuale dell’Adriatico orientale Zeno D’Agostino, il presidente di Assoporti (in bilico…) Pasqualino Monti, Rodolfo Giampieri neo-presidente dell’Authority di sistema dell’Adriatico Centrale, Paolo Emilio Signorini presidente designato dell’Authority del mar ligure occidentale (Genova e Savona) e Luigi Merlo, consigliere del ministro Delrio per portualità e logistica.
Con Vettosi, relazioni dell’ammiraglio Giovanni Pettorino, comandante del porto di Genova, Filippo Delle Piane (vicepresidente Ance), Mino Giachino (Saimare), Paolo Guglielminetti (associate partner PwC), Marco Mutti (banca IMI), Alessandro Pitto (presidente Spediporto) e Alberto Torrazza (studio legale NCM).
Nella più estrema delle sintesi, il giudizio unanime emerso dal Forum è che la riforma era indispensabile, urgente e deve essere completata al più presto con la nuova “governance”, puntando però non solo al contenitore, ma anche e specialmente ai contenuti. Che non possono essere altro di un “sistema” davvero integrato tra porti e reti, con una strategia finalmente comune e non parcellizzata sulla base delle divisioni politiche regionali o peggio. Una riforma, in sostanza, che è ancora tutta da costruire intorno a quello che, più o meno, è stato giudicato un inizio promettente ma ancora con qualche ombra.

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Pubblicato il
23 Novembre 2016

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