Se un po’ di nebbia sculaccia il Galilei…

PISA – Era una delle poesie che ci costringevano a imparare a memoria. Ve la ricordate? “La nebbia agli irti colli / piovigginando sale / e sotto il maestrale / urla e biancheggia il mar”.
[hidepost]Beh, a parte che con il maestrale, quando il mare davvero biancheggia la nebbia non c’è, è spazzata via, nei giorni scorsi non c’era il bel vento di mare e gli aeroporti di Pisa e in parte di Firenze – con pista troppo corta per accogliere gli aerei più grandi che operano su Pisa – sono stati messi in ginocchio proprio dalla nebbia. Roba da terzo mondo.
Roba che, come ha scritto a tutta pagina il quotidiano fiorentino, ha ridicolizzato il sistema toscano facendo vincere alla grande lo scalo di Bologna, che ha accolto a braccia aperte una ricca parte dei 52 voli dirottati dalla sola Pisa.
“Toscana Aeroporti”, il suo presidente Marco Carrai e il suo direttore generale Gina Giani si mordevano le mani ma non c’è stato niente da fare: Bologna, forte concorrente dei due scali toscani, bene organizzata e con un meritato crescendo di appeal per tutta la Toscana, ha un moderno sistema antinebbia che consente atterraggi anche sotto i 500 metri di visibilità mentre al Galilei di Pisa ce ne vogliono almeno 1.200. E così il Galilei ha mostrato la corda, con migliaia di passeggeri incazzati di brutto; specie dopo che da mesi sono stati tempestati da vibranti annunci dei tanti successi del “sistema toscano”. Si aggiunga al tutto che lunedì sera l’asfalto da poco rifatto della pista principale ha “fatto i capricci” (testuale sulla stampa quotidiana) e i voli si sono fermati per un’ora, con un abbondante addendum alla figuraccia.
Dal Galilei ovviamente fioccano le spiegazioni tecniche. Prima di tutte il ritardo con cui l’Enac cincischia nel concedere il passaggio dall’attuale categoria II alla categoria I della pista pisana. Ci sarà un motivo o l’Enac è una manica di pelandroni?
Adesso sperano che la stangata della nebbia spinga l’Enac a firmare il passaggio entro la fine dell’anno. Ma certo è che quasi 7 mila passeggeri dirottati o bloccati per la nebbia a Pisa non sono stati un buon biglietto di presentazione per uno scalo che reclamizza l’aumento dei traffici ma intanto ha perso definitivamente anche lo strategico Pisa-New York estivo di Delta. Sulle disgrazie del “People moover” oggi in mano alla magistratura meglio non parlare. Della mancanza assoluta di rapporti (per non dire collegamenti pubblici di chi deve prendere un aereo) con il più grande porto della Toscana e la seconda città ne abbiamo scritto a più riprese. Alla fine, che non sia tutt’oro quel che luccica?
Antonio Fulvi

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