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Dal Logistic Engineer al Solution Designer

E poi ancora Specialisti Ottimizzazione Trasporti che utilizzano i big data per coordinare e assicurare il processo di distribuzione, Manutentori specializzati in sistemi automatici, ma anche Real Estate Manager per valorizzare i siti più prossimi ai centri urbani riducendo gli impatti energetici dell’attività.

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Sono queste alcune tra le professioni in crescita di importanza emerse dalla ricerca “Evoluzione dei ruoli della logistica”, realizzata da Gi Group, la prima multinazionale italiana del lavoro, in collaborazione con Assologistica per fornire un contributo utile sullo sviluppo delle professionalità nei prossimi 3/5 anni in un settore dinamico e in trasformazione*.

Grazie al modello proprietario di gestione dei ruoli e delle persone Gi Group Star Matrix* sono state classificate le professioni in crescita, stabili o in declino in base ai fattori di contesto che stanno modificando i modelli di business e di servizio di filiera, prima di tutto i nuovi comportamenti di acquisto e differenti logiche distributive, unitamente all’entrata in scena dei principali cambiamenti tecnologici (Industry 4.0, big data, data analysis).

Sul totale dei ruoli mappati, il 34% risultano in crescita, il 17% in declino (principalmente afferenti alle aree Amministrazione e Servizi Generali), mentre il restante 49% emerge stabile.

Al primo posto per oltre il 50% di professioni in crescita di importanza si trova la funzione Engineering, seguita da quelle Sales e IT; a seguire, con il 50% dei ruoli in ascesa le funzioni HR, Customer Service, Acquisti, Dogana e Gestione Asset.

“La filiera logistica e distributiva si sta trasformando velocemente, per effetto di fattori di contesto legati alle evoluzioni normative e tecnologiche, ma anche per la ridefinizione dell’arena competitiva per effetto dell’ingresso sul mercato di nuovi player e per il mutamento degli stili di consumo – commenta Michele Savani, division manager Logistics Sector di Gi Group -. Allo stesso tempo viviamo un mercato caratterizzato da una situazione di alta disoccupazione, soprattutto giovanile, unita a fenomeni marcati di skills shortage e skills mismatch: in questo scenario le funzioni HR e le Direzioni Generali dei principali operatori del settore, con cui lavoriamo quotidianamente, hanno l’opportunità di guidare il cambiamento strategico delle proprie aziende verso un modello che privilegi la ricerca di competenze prima che la ricerca di titoli di studio, oltre che mettere in atto politiche e azioni di Candidate Attraction per poter avere al proprio interno le skills necessarie per lo sviluppo della propria Value Proposition”.

“La ricerca sottolinea una volta di più il ruolo che le nuove tecnologie stanno svolgendo anche nel nostro settore – afferma Jean François Daher, segretario generale di Assologistica -. Tuttavia, abbiamo la certezza che se le macchine potranno sostituire l’uomo nei processi produttivi e ripetitivi, questo non accadrà in quelli decisionali e creativi. E – in aggiunta alle doti tradizionalmente tipiche del mondo logistico quali flessibilità, problem solving ed execution – per gli addetti al settore sarà sempre più utile saper interagire con strumenti di data analysis, anch’essi sempre più sofisticati. Tutto questo richiede impegno (anche economico) nel favorire l’evoluzione professionale delle risorse umane. Impegno che le nostre aziende sono consapevoli di dover attivare, avendo di fronte sfide importanti”.

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Pubblicato il
13 Marzo 2019
Ultima modifica
21 Febbraio 2025 - ora: 19:37

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