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“Come progettavano i velieri”

LIVORNO – L’ammiraglio di squadra (r) Cristiano Bettini non è “soltanto” un ufficiale di marina che ha raggiunto il più alto grado dopo aver comandato l’Accademia Navale, aver fatto grandi regate ed essere stato il…Virgilio alla guida di Oriana Fallaci sui misteri della vela per il libro della grande scrittrice “Un cappello pieno di ciliegie”. La sua vena di scrittore si è esercitata, come è scritto più sotto, in splendidi libri dove la divulgazione tecnica si accompagna a una eccellente qualità del racconto. Ci fa pertanto piacere presentare in anteprima il “preview” del suo prossimo trattato, “Come progettavano i velieri” che dovrebbe uscire alla fine dell’estate e che speriamo possa essere presentato anche a Livorno, in Accademia Navale o per iniziativa del Propeller di Maria Gloria Giani Pollastrini.

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Ecco la scheda.

Come progettavano i velieri.

Alle origini dell’architettura moderna di navi e yacht.

pp. 900 con oltre 900 disegni e immagini – formato: 17 x 24 – euro 29,00 – ISBN 978-884675510-0.

Il XVIII secolo registra, dopo duemila anni dalla scoperta della legge idrostatica di Archimede, un cambio di passo radicale per l’Architettura navale, che avviene in epoca velica e si concentra scientificamente nei primi decenni del secolo, sebbene la segretezza imposta ad architetti e costruttori abbia ritardato di diversi decenni la divulgazione dei nuovi metodi di progetto e calcolo.

Tale svolta si rese possibile grazie agli sviluppi dell’analisi matematica e della meccanica razionale in epoca di rivoluzione scientifica ed illuminista, dove la scoperta dell’equilibrio degli scafi basato sul metacentro, avvenuta verso la metà del secolo stesso ad opera del matematico Eulero e del fisico Bouguer, rappresenta il passo più emblematico di questa svolta epocale, ancora alla base dell’Architettura navale contemporanea. Negli stessi anni gli studi sulla dinamica dei fluidi e sulla resistenza al moto in essi dei corpi solidi, portati avanti da Stevin, Newton, J. Bernoulli, Leibnitz e più tardi da Froude, venivano sviluppati proprio in campo navale.

I testi antichi esaminati dall’Autore provengono da Francia, Gran Bretagna, Olanda, Svezia, Spagna, Danimarca, Portogallo, Stati Uniti d’America, dagli Stati italiani pre-unitari e, per via indiretta, dalla Russia. Una singolarità rilevabile ancor oggi è la scarsissima permeabilità tra studi delle varie nazioni, fatta eccezione per le principali competitrici dell’epoca, Gran Bretagna e Francia.

L’Autore sviluppa il tema storico e progettuale in modo inedito ed integrandolo con la propria esperienza di governo in mare sia dei grandi velieri che degli yacht, cercando di renderlo accessibile ad un’ampia platea di lettori. Capitoli a parte sono dedicati allo Yachting, che pur nascendo da basi comuni con l’Architettura navale, se ne distaccò progressivamente assumendo una forte autonomia progettuale dai primi decenni dell’800.

«…Scriveva Sciarrelli che “le imbarcazioni moderne non sono altro che fantastici piani velici su rozzi scafi, mentre le fregate del Settecento avevano linee d’acqua sublimi con vele disastrose”. Da dove il grande designer si è mosso in avanti per descrivere i più bei velieri dell’era contemporanea, io mi muoverò all’indietro, per provare a descrivere, con l’esperienza da comandante di Fregate moderne, il fascino delle Fregate settecentesche e le “sublimi” origini degli scafi dell’era moderna, senza trattare in dettaglio le “disastrose velature”, su cui molti hanno già scritto…».

Cristiano Bettini, ammiraglio di Squadra (r), nel corso della lunga esperienza professionale a bordo di navi militari, sia in ruoli di staff che di Comando, ha preso parte a tutte le principali missioni multinazionali e Nato del Paese dal 1982, operando poi sia presso lo Stato Maggiore della Marina e quello della Difesa, che presso il Comando di Vertice Interforze.

Dal 2002 al 2005 è stato Addetto per la Difesa e la Marina in Gran Bretagna, con accreditamento per l’Irlanda. Ha altresì maturato numerosi anni di esperienza diretta nel settore della formazione e dell’impiego del personale, prima quale docente e, successivamente, nel grado di ammiraglio, negli incarichi di comandante dell’Accademia Navale, ispettore delle Scuole e direttore del personale della Marina Militare, sottocapo di Stato Maggiore della Difesa. All’impegno professionale ha affiancato numerose esperienze su velieri e yacht d’altura, in tutto il Mediterraneo, Atlantico e Mar Nero, estese al campo della progettazione nel passato; quale comandante del yawl Corsaro II ha effettuato due transatlantiche a vela. Laurea magistrale in Scienze navali e marittime e laurea magistrale in Scienze politiche. Ha pubblicato: Processi decisionali in ambiente complesso (2001), La formazione etica (2002) e Oltre il fiume Oceano (2016) Ed. Laurus-Robuffo.

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Pubblicato il
27 Marzo 2019

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