Atti e riflessi della Taxonomy Regulation europea

Fabrizio Vettosi

Fabrizio Vettosi, managing director di VSL Club SpA Investment&Advisory, ha elaborato per il nostro giornale la seguente interessante analisi sulla finanza sostenibile e le sue applicazioni alla logistica dello shipping.

 

Lo scorso 21 aprile sono stati pubblicati i Delegated Act da parte della EC in materia di Taxonomy Regulation sulla Finanza Sostenibile che entreranno in vigore dal prossimo luglio e saranno oggetto di reporting dal prossimo 1° gennaio.

Avevo già anticipato questo evento segnalandone la particolare strategicità per lo shipping. La Taxonomy Regulation è stata emanata con regolamento EU 852/2020 lo scorso giugno ma se ne è parlato poco se non tra addetti ai lavori e chi come il sottoscritto se ne è occupato per conto di Confitarma ed ECSA.

Ciò deve far riflettere alla luce del fatto che il tema della sostenibilità e della transizione energetica è oggetto di un bulimico coinvolgimento mediatico che sfiora quasi la quotidianità. Infatti, senza polemica, rischia di essere paragonabile all’Italia calcistica in cui si assiste ai commenti di circa 60 milioni di allenatori.

Noto che gli esperti di sostenibilità proliferano, salvo poi verificare che nei loro curriculum non si trova traccia delle specifiche competenze ed, ancor più grave, lo scarso livello di conoscenza caratterizza anche autorevoli esponenti governativi, in particolare se si parla di shipping e portualità.

Così che la scorsa settimana mi sono trovato dinanzi ad uno di tali esponenti che mi chiedeva cosa fosse il cold ironing affermando di essere uno dei soggetti a cui era stata delegata la valutazione per l’allocazione delle ben note risorse pubbliche su tale argomento.

Ovviamente tale aspetto deve indurci a riflessioni sul fatto che le ingenti risorse finanziarie in corso di attivazione dovrebbero essere allocate in base ad una strategia coordinata da tecnici con la dovuta competenza, e non lasciate ad una contesa pseudo-politica il cui effetto è il depotenziamento e la de-focalizzazione di tali misure.

Venendo al tema della Taxonomy Regulation e dei relativi Delegated Act, la loro applicazione servirà a definire in base a determinati criteri (Technical Screening Criteria) se un settore può essere giudicato green o brown ai fini dell’attività finanziaria e bancaria. In pratica, a seconda del rispetto di questi parametri, le banche introdurranno alcuni fattori di correzione, in linea con la Taxonomy, che favoriranno i settori/finanziamenti green penalizzando quelli brown (non rispettosi dei suddetti parametri). L’effetto potrebbe essere abbastanza dirompente per lo shipping visto che uno dei due criteri è, per il momento, piuttosto “limitativo” in quanto, con riferimento alla nave, questa viene giudicata green, se (definizione testuale) “in not dedicated to transport fossil fuels”, e ciò indipendentemente dalla propulsione utilizzata. Pertanto, paradossalmente, una nave alimentata ad idrogeno, dal punto di vista dalla Taxonomy, potrebbe essere non considerata green se destinata a trasportare combustibili fossili (es. carbone, prodotti petroliferi, etc.).

Ad ogni modo, vi sono alcuni aspetti positivi che emergono dal recente regolamento, ciò anche frutto dell’intenso lavoro svolto da Confitarma ed ECSA: 1) Innanzitutto lo shipping è stato riconosciuto come un settore “transizionale”, ovvero meritevole di verifica dei criteri almeno triennalmente; 2) Alcuni degli altri parametri sono stati resi molto più “accessibili”. Rimane per ora il non riconoscimento dei carburanti “transizionali” (es. LNG), ma ci si auspica che la prossima revisione porta portare ad ulteriori miglioramenti della Tassonomia per lo shipping.

Fabrizio Vettosi

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