L’Italia paese terrestre

Salvatore Lauro

GENOVA – Suona amaro, ma è così: l’Italia, pur proiettata sul mare, più che altro rimane un paese di terra, contadino ma non marinaro.

Nel quinto appuntamento degli Stati Generali Mondo Lavoro del MARE, la tre-giorni dedicata all’economia marittima a Genova tutti i relatori presenti – Alberto Cappato, direttore Innovazione Sviluppo e Sostenibilità Porto Antico di Genova, Luca Diliberto, program manager and domain expert at Genova the Grand Finale, Salvatore Lauro, armatore e imprenditore turistico presso il Gruppo Lauro Shipping, Lorenzo Pollicardo, technical & environmental director at Superyacht Builders Association (SYBAss) – si sono detti d’accordo sulla mancanza di attenzione al mare e alla sua economia da parte delle istituzioni centrali, le quali sembrano non cogliere la ricaduta sulla costa e sull’entroterra del turismo marittimo.

«Ricordo quando ho provato a far passare una legge quadro sul turismo al Senato. Non è stato possibile e oggi ogni regione ha la propria. Il disinteresse per il mare è imbarazzante. Il mare per gli italiani si ferma alla spiaggia». Ma, secondo Salvatore Lauro, un po’ di responsabilità ce l’hanno anche gli operatori che si fanno concorrenza invece di unire le forze e fare massa critica.

Nel 2020 – ha detto ancora Lauro – il fatturato degli armatori è sceso al 25% rispetto al 2019. Non c’è stato un solo ristoro e il progetto di sgravio fiscale è ancora fermo in Europa perché rischia di essere considerato aiuto di Stato. Inoltre, in alcuni porti europei si stanno già comprando nuovi mezzi con i fondi del PNRR. Qui non sappiamo nemmeno come e quando si potrà fare. E il Governatore della Campania che ha osato vaccinare le isole minori ha fatto gridare qualcuno allo scandalo, al privilegio.

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