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Trasporto marittimo: c’è chi pianifica e chi cerca i voti

LIVORNO – Siamo, sotto molti aspetti, nell’angolo del Mediterraneo, da tempo ormai non più “Mare Nostrum”. Ma questo non ci impedisce – e non impedisce in particolare ai nostri analisti – di dare un’occhiata intorno e capire come vedono altri paesi marittimi, almeno nel Mediterraneo, gli sviluppi dello shipping e della portualità in vista dei preannunciati obiettivi “decarbonizzati” del 2040 e del 2050.

Angelo Roma, vicepresidente dell’interporto Vespucci di Guasticce e uno dei più attenti osservatori del comparto, ci ha sintetizzato nella nota che segue le strategie annunciate dal porto spagnolo di Barcellona, che per molti aspetti è un riferimento primario nel Mediterraneo sia per le crociere, sia per i containers e anche la politica green” di cui tutti oggi parliamo.

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Ecco la nota di Angelo Roma.

Il IV Piano Strategico del Porto di Barcellona, recentemente presentato, include una proiezione sulle tendenze del traffico marittimo in Europa per il 2040. Queste sono state analizzate e qui di seguito, quelle che hanno avuto il più alto grado di consenso, al fine di stabilire previsioni di un traffico a lungo termine:

• Tendenze economiche: crescita attesa nelle economie in via di sviluppo, in contrasto con la stagnazione nelle economie avanzate; l’aumento della popolazione urbana o lo sviluppo di nuove nicchie di mercato come l’economia blu.

• Tendenze ambientali: lotta al cambiamento climatico e decarbonizzazione e riduzione delle emissioni in tutte le attività; l’impegno per l’economia circolare e l’uso di fonti energetiche più pulite o l’aumento della mobilità elettrica e della micro-mobilità.

• Tendenze sociali: tra le quali spiccano la “servitizzazione” dell’economia (sostituzione dei beni fisici con quelli virtuali, proprietà per uso); l’invecchiamento della popolazione, soprattutto in Europa, e la riduzione dell’occupazione o la crescita del turismo (se la pandemia si attenua).

• Tendenze legate alle catene di approvvigionamento: come la crescente comparsa di interruzioni globali; lo sviluppo del commercio elettronico e dell’economia circolare o il ruolo che possono assumere la stampa additiva o il trasporto autonomo.

•Tendenze nel trasporto marittimo: principalmente lo sviluppo di mega-navi, la futura comparsa di nuove rotte, la crescente concentrazione di operatori o lo sviluppo della digitalizzazione e dell’automazione nel settore.

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Intendiamoci, sia per motivi di sintesi sia perché le problematiche e le soluzioni non possono essere un’infinità, quanto sta pianificando Barcellona si potrebbe ritrovare anche negli abbozzi di pianificazione italiana. Il problema è che da noi siamo ancora agli “abbozzi”: e il rilancio di Assoporti, per quanto il neopresidente Rodolfo Giampieri si sta dando da fare, al momento trova attenzione a parole ma non riflette ancora gli interventi concreti richiesti.

In compenso, è tutto un viaggiar di ministri, viceministri e sottosegretari, nei porti e negli interporti, ma anche nelle assemblee di settore. Interessamento ai problemi specifici? Certo: ma a voler essere un po’ maligni, sembra anche o più che altro interesse alla campagna elettorale ormai in corsa. Trasporto marittimo, tendenze dello shipping, economia nazionale del sistema portuale? Ahi ahi, non pervenute.

A.F.

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Pubblicato il
19 Giugno 2021
Ultima modifica
22 Giugno 2021 - ora: 08:45

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