Livorno re dei ro/ro

Nella foto: Luciano Guerrieri, presidente dell’AdSP di Livorno.

GENOVA – Traffici portuali in recupero – scriveva ieri Il Secolo XIX di Genova – nel primo semestre dell’anno sulle banchine italiane, che complessivamente hanno movimentato 228,8 milioni di tonnellate di merce (+7,9% rispetto ai primi sei mesi del 2020).

Secondo la tabella diramata da Assoporti, la voce che più è cresciuta in questi sei mesi è stata quella generata dal trasporto di rotabili (+20,5%, 55 milioni di tonnellate): auto e semirimorchi, cioè la più importante per il traffico portuale italiano, in aumento ovunque e che trova ancora in Livorno il suo scalo di riferimento (+22,5%, 7,7 milioni di tonnellate).

Crescita diffusa in Italia anche per gli altri traffici a valore aggiunto, ossia le merci varie non containerizzate (+13,9% a 9,5 milioni di tonnellate, cala solo Venezia) e quelle in container a destinazione (+13,7% a 3,5 milioni di TEUs). Per quanto riguarda la prima voce di traffico, è Ravenna a registrare l’incremento più sostenuto su volumi già alti (+22,7% a 3,2 milioni di tonnellate, e lo scalo romagnolo inoltre mantiene la palma di primo porto per le rinfuse solide: 5,4 milioni di tonnellate, +26,9%).

Nella seconda voce è invece il porto di Genova a staccare tutti (+15,8% a 1,1 milioni di TEUs). Sommata la modesta quota dei container in trasbordo (180 mila TEUs), lo scalo fronteggia il porto numero uno in Italia per movimenti container assoluti, ossia Gioia Tauro (1,4 milioni di TEUs, -9,6% interamente di transhipment): coni 110 mila TEUs totalmente di destinazione di Vado Ligure, i numeri assoluti degli scali della Liguria Occidentale sono sostanzialmente pari a quelli di Gioia Tauro, su cui si riflette il calo complessivo del 39,2% a 1,9 milioni di TEUs dei traffici in transhipment.

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