Tommaso Spadolini “reinventa” i Magnum

Nella foto: Il Magnum 63 com’è e come diventerà.

LAVAGNA – Dalla Thunderboat Row, la leggendaria strada delle “barche ruggenti” ai mari di tutto il mondo. Magnum Marine è un nome che nella nautica ha lasciato un segno indelebile, tanto che diversi modelli sono diventati oggetti di culto. Tra queste si inseriscono a pieno titolo il Magnum 63 e il Magnum 38. Basti solo pensare che il primo, lanciato nel 1983, era all’epoca la barca più veloce ed efficiente al mondo. Oggi lo studio Spadolini – scrive in un dettagliato servizio “Barche a motore” – si sta occupando di far rinascere un Magnum 63 del 1992 e un Magnum 38 del 1978.

Tommaso Spadolini ha risposto alla richiesta di due armatori per il refitting dei due Magnum. Un’impresa senza dubbio non facile perché quando si interviene su imbarcazioni cult “sbagliare” è relativamente semplice.

“Il Magnum 63 era in un capannone da molti anni – spiega a “Barche a motore” Tommaso Spadolini – e nell’intervento di restauro si è scelto di rispettare l’originale design Pininfarina. Sono stati così eliminati il voluminoso tientibene prodiero, ricreato un parabrezza più profilato e mantenuto il rollbar che, magari potrà non piacere, ma è caratteristico del modello originario. Nella zona poppiera, a fianco del prendisole, è stato previsto di rimontare i due vetri laterali che hanno anche una funzione di tientibene, oltre a mantenere la passerella centrale a poppa. Totalmente inedita invece la colorazione bianca con due grandi fasce blu chiesta dall’armatore. I motori originali (i Detroit Diesel) verrano sostituiti da due MTU da 2.000 cavalli con due trasmissioni Arneson Drive con eliche di superficie”. 

Il refitting è in corso presso il cantiere Carm di Lavagna con cui Tommaso Spadolini collabora da anni. Il varo è previsto per metà giugno.

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