Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

Il vecchio fuoribordo da cannibalizzare

Un lettore di Livorno 👤 Edoardo G. ci segnala l’inattesa 🔍🔍 ricerca da parte di molte officine nautiche di rottami di vecchi motori fuoribordo:

🗣🗣

L’ormai appurata penuria di motori fuoribordo nuovi nella stagione nautica appena conclusa, ha scatenato le officine specializzate nel settore a recuperare e “cannibalizzare” con successo vecchi e vecchissimi motori, considerati rottami senza valore.

Ho personalmente vissuto una di queste iniziative, avendo un vecchio ma efficiente Evinrude – la storica marca Usa è ormai chiuda da un anno – e non trovando alcuni ricambi per i magneti del volano (dal Belgio li offrono a prezzi spropositati e con mesi di attesa): un mio meccanico ha recuperato volano e magneti da un rottame della stessa marca, abbandonato in una disfattura perché crepato nel blocco motore.

E mi risulta che quest’estate la pratica di “cannibalizzare” vecchi rottami sia stata molto diffusa.

[hidepost]

*

✍✍

Diciamo che la pratica non è nuova, ma è vero che la carenza di componentistica nel campo dei fuoribordo quest’anno ha richiesto il ricorso massiccio al recupero del vecchio ancora efficiente: da parte dei meccanici corretti con relativa dichiarazione, dei meno corretti spacciando la riparazione come se si fosse utilizzato un ricambio nuovo.

Del resto, anche i fuoribordo ormai hanno una componentistica spesso standard ed alcuni pezzi valgono per quasi tutte le marche più diffuse.

È noto per esempio che la componentistica meccanica di alcuni modelli stranieri è realizzata in Italia. E in cambio, alcuni modelli dell’unica marca italiana rimasta sul mercato montano gruppi motore di provenienza giapponese.

Ciò premesso, prima di rottamare un vecchio motore che non va più consultate un amico meccanico: può darsi che pezzo per pezzo valga ancora qualcosa.

[/hidepost]

Pubblicato il
7 Settembre 2022

Potrebbe interessarti

Proposta dal Bureau Veritas Italia come strumento di garanzia

“Safe container”, una certificazione

Per ridurre i costi della sinistrosità, 6 miliardi di dollari all’anno, l’attestato di sicurezza - Ogni 5 anni i controlli sui Teu dry e ogni 2,5 anni, per quelli cisterna per merci pericolose

Hormuz e le mine fantasma

Il dubbio, francamente, è venuto a parecchi: ma dove sono, se ci sono davvero, le micidiali mine navali che l’Iran avrebbe minato nello stretto di Hormuz? A incrementare le perplessità è arrivata una dichiarazione...

Leggi ancora

Gaudium Magnum, habemus Danieli (era ora!)

Mi dicono, dai recessi più profondi di Palazzo Rosciano, che finalmente stanno spolverano la poltrona del segretario generale dell’Authority livornese perché lunedì prossimo arriverebbe il nominato comandante Pierpaolo Danieli. Gaudium Magnum, recitano alla nomina...

Leggi ancora

Cogito, ergo vedo nero

Provo a fare una sintesi di quanto emerso e sta emergendo dalle diatribe sulla Darsena Europa, con tanto di chiarimenti dal commissario/prefetto e gallinaio vario sulle aree pressoché completate. È un’analisi mia personale, condita...

Leggi ancora

Addio amico Giorgio

LIVORNO. Non è soltanto la scomparsa a 91 anni di un importante imprenditore del settore portuale: la morte di Giorgio Fanfani, avvenuta nella notte di domenica, segna la perdita di un altro pezzo dell’anima...

Leggi ancora

Il provvisorio permanente

Non sottovaluto, certo, i mille problemi che travagliano l’Autorità di Sistema Portuale del povero presidente Gariglio, stretto tra le morse della politica in zuffa continua e quelle degli operatori che pretendono scelte rapide e...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio