Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

Ahi, serva Italia di dolore ostello…

LIVORNO –

La fine dell’anno si avvicina: e in quanto ai problemi, sta grandinando. ❄

Ogni giorno c’è un problema: il che, per gli ottimisti sarà anche segno di vitalità, ma ci ricorda il martirio di San Sebastiano.

Guerre, piccole e grandi, rumor di armi alle frontiere, sottomarini infarciti di testate nucleari lungo le nostre coste…

E poi piove 🌧🌧: come dice il proverbiaccio toscano, “piove 🌧, governo ladro”.

[hidepost]

Se a Casamicciola è crollato mezzo paese, con morti e distruzioni, se in Sardegna dove l’acqua è preziosa le città sono invase da fiumi di fango, se le burrasche di terra e di mare hanno sconvolto le coste laziali, bisogna faticare per essere ottimisti.

E come sempre, con il senno del poi, ci si ricorda che la nostra penisola è fragile, che la salvaguardia ambientale non si fa con i “cold ironing” 🛳🔌 o i Tir elettrici 🚚🚛 🔋🔌, ma prima di tutto mettendo in sicurezza il territorio. 

Si predica tanto e si fa poco, molto poco.

Colpa della burocrazia, madre di tutti i mali? 

Lo sentiamo dire da decenni, ma è sempre più determinante e intoccabile: basta pensare che per mettere dei pannelli solari sul tetto di una casa, occorrono due giorni di lavori e sei mesi di pratiche.

Ma che paese siamo?

Da sempre si aggiunge anche la Ue a crearci problemi.

Ribadisco: non adesso, da sempre.

A Bruxelles ora s’impegnano non solo a darci la misura giusta dei condom e quella degli zucchini: vogliono imporci le etichette (achtung, fanno male!) sul parmigiano 🧀 e sull’olio d’oliva, spalancano le braccia ai migranti purché rimangano in Italia.

Ed ecco che arriva anche la revisione delle reti trasportistiche che taglierebbe fuori i porti del Sud Italia, favorendo di fatto per i grandi flussi dall’Est verso il Nord il porto del Pireo, saldamente cinese.

Con una ulteriore primizia: la Cina 🇨🇳 vuole anche il porto di Palermo.

Bisogna riconoscerlo: come lunga e corretta visione del mondo dei trasporti, la Cina ci batte per dieci lunghezze a uno.

E a Bruxelles sembra proprio le tengano bordone, nel sonnacchioso silenzio dei nostri superpagati 💰💶 parlamentari europei 🇪🇺.

Antonio Fulvi

[/hidepost]

Pubblicato il
30 Novembre 2022

Potrebbe interessarti

Se il domani è già oggi…

«Tutto in ritardo e oggi questo, alla luce della velocità con cui si concretizzano i cambiamenti nello scenario geopolitico e in quello dell’interscambio mondiale, quella che era considerata una regola non scritta, ovvero il...

Leggi ancora

Livorno: leviamo i levatoi!

D’accordo, ora che il guaio è successo – ponte levatoio bloccato, porto industriale isolato, tutti improvvisamente a maledire l’assurdo snodo del Calambrone – finalmente La mia non è più vox clamantis in deserto: e...

Leggi ancora

Il dito e la Luna

La guerra all’Iran, una delle tante feroci guerre in corso, ha dunque colpito in pieno il lato debole dell’economia nazionale, i flussi d’energia. Gli analisti di tutto il mondo hanno chiarito – come ha...

Leggi ancora

…Eppur si muove?

Il ponte dei sospiri, sulla foce del Calambrone a Livorno, sembra finalmente nella fase di sospirata riscoperta della sua priorità. Al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani va riconosciuto che nel recentissimo incontro con...

Leggi ancora

Meglio Tardino che mai

Non ci rimane che riderci sopra. A Palermo, dopo più di un anno, le forze politiche hanno smesso di scannarsi tra loro e finalmente hanno concordato sul nome del nuovo presidente dell’Autorità di Sistema...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio