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La caratteristica BAI – Flying Lina

TRIESTE – Si chiama ⛵ BAI – Flying Lina la nuova imbarcazione ecosostenibile progettata e realizzata dall’Audace Sailing Team, un gruppo di studenti appassionati di vela dell’Università di Trieste, varata lo scorso 16 giugno presso lo Yacht Club Adriaco di Trieste. È la quarta imbarcazione (dopo Dedalo, Lina e BAI – Lina Rossa) realizzata da un team di una sessantina di studenti di vari corsi di studi nato nel 2019 nell’ambito di un progetto di ricerca guidato da Rodolfo Taccani, professore ordinario nel Dipartimento di ingegneria e architettura dell’ateneo triestino. L’intento è di individuare e realizzare imbarcazioni ad alta efficienza utilizzando materiali sostenibili, come il lino e resine di origine vegetale.

Le fasi del lavoro vanno dalla definizione della geometria dello scafo, progettazione e analisi degli elementi finiti (FEM) fino alla produzione e alla costruzione della barca, occupandosi anche dell’analisi dei costi e della ricerca di sponsor.

BAI – Flying Lina appartiene alla classe velica Moth, imbarcazioni monoposto, di piccole dimensioni, che mantenendo lo scafo a circa 6️⃣0️⃣ cm dal pelo dell’acqua, “volano” letteralmente sulla superficie a grande velocità.

La caratteristica principale di BAI – Flying Lina è l’uso di una fibra di lino ad alte prestazioni. L’attenzione assoluta ai materiali, mirata a ottimizzare efficienza e sostenibilità, riguarda anche le resine: al momento è stata scelta una miscela derivata per il 3️⃣0️⃣% da anacardi.

Anche la modalità di realizzazione è stata caratterizzata da una forte attenzione all’ambiente: il team, utilizzando una tecnica della tradizione cantieristica, ha realizzato direttamente lo stampo in legno, riducendo gli sprechi. Sullo stampo esterno è stata “infusa” la barca con una tecnica particolare: tutti gli elementi sono stati disposti e sigillati e una volta messa sotto pressione, la forma è stata infusa di resina che, asciugandosi, ha creato l’imbarcazione.

Il tempo di realizzazione complessivo di una barca di questo tipo è di circa 9️⃣ mesi.

🗣️ “Abbiamo deciso di investire sulle fibre di lino sia per le sue buone prestazioni complessive sia per la facilità di reperimento” – sottolinea 👤 Edoardo Papetti, studente di ingegneria navale a capo della comunicazione di Audace Sailing Team – “Abbiamo utilizzato lino per quasi ogni parte della nostra piattaforma di scafo, insieme a piccole quantità di altre fibre: per lo scafo abbiamo deciso di ridurre al minimo i rinforzi in fibra di carbonio, limitandoli alla sola parte anteriore, mentre per le travi alari abbiamo scelto di combinare lino e fibra di vetro. Per le strutture interne ci siamo impegnati nella ricerca di scarti industriali in fibra di carbonio da riciclare. Oltre ai materiali, abbiamo concentrato i nostri sforzi sull’aspetto idrodinamico perché volevamo costruire una barca veloce, facile da gestire e confortevole per chi l’avrebbe guidata.”

👤 Rodolfo Taccani, responsabile dell’Eco Sailing Laboratory dell’Università degli Studi di Trieste afferma che la realizzazione di BAI – Flying Lina è stata una nuova sfida che ha messo alla prova le competenze tecniche ed organizzative del team. Inoltre, il varo di oggi rappresenta un traguardo importante che conferma la capacità della squadra.

🗣️ “Progettare e navigare sui foil richiede delle competenze che senz’altro saranno utili nel mondo del lavoro e consentiranno ai nostri studenti di trovare facilmente occupazione” – conclude Taccani.

Lunedì 26 giugno a Malcesine (Lago di Garda) parteciperanno con BAI – Flying Lina alla SuMoth Challenge (sustainable moth), una regata inserita all’interno alla Foiling Week 2023, che richiama velisti da tutta Europa. 

Pubblicato il
21 Giugno 2023
Ultima modifica
23 Giugno 2023 - ora: 17:24

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