Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

Miniere in fondo al mare cresce l’opposizione

KINGSTON – I negoziati dell’Autorità internazionale per i fondali marini (International Seabed Authority, ISA) si sono conclusi pochi giorni fa senza alcun via libera alle estrazioni minerarie in alto mare (deep sea mining).

“Le compagnie interessate a trasformare i fondali marini in miniere di metalli rari – dice una nota di Greenpeace – “non potranno iniziare a saccheggiare gli oceani come avrebbero voluto: cresce infatti l’opposizione all’industria del deep sea mining, con oltre 20 governi che chiedono uno stop”.

🗣️ «L’industria del deep sea mining si stava preparando ad affondare i suoi denti meccanici nei fondali marini, ma la scommessa gli si è ritorta contro, poiché ha sottovalutato l’importanza della scienza e l’indignazione per l’ingiustizia di un’attività pericolosa, meramente speculativa e orientata al profitto», dichiara 👤 Louisa Casson, responsabile della campagna Oceani di Greenpeace International. 🗣️ «Grazie anche alla crescente mobilitazione dell’opinione pubblica, è chiaro che la maggior parte dei governi non è disposta a liberalizzare la distruzione degli oceani».

Le decisioni adottate dal Consiglio dell’ISA dimostrano che la maggior parte dei Paesi – tra cui Brasile, Costa Rica, Cile, Vanuatu, Germania e Svizzera – non ha ceduto alle pressioni dell’industria, sostenuta d’altro canto da nazioni come Norvegia, Nauru e Messico, per accelerare le regole per l’estrazione in acque profonde. L’azienda leader nel settore, The Metals Company, ha visto il prezzo delle sue azioni crollare dopo questa notizia. Ciò nonostante, l’ISA non è riuscita a colmare una lacuna legale che potrebbe consentire alle aziende di iniziare l’attività estrattiva già il prossimo anno.

All’assemblea dell’ISA della settimana scorsa, le nazioni favorevoli al deep sea mining hanno reagito cercando di mettere a tacere la crescente resistenza all’estrazione in acque profonde: la Cina, in particolare, si è opposta alla proposta dei governi dell’America Latina, del Pacifico e dell’Europa di dare più spazio al dibattito.

Pubblicato il
9 Agosto 2023
Ultima modifica
11 Agosto 2023 - ora: 09:31

Potrebbe interessarti

Se il domani è già oggi…

«Tutto in ritardo e oggi questo, alla luce della velocità con cui si concretizzano i cambiamenti nello scenario geopolitico e in quello dell’interscambio mondiale, quella che era considerata una regola non scritta, ovvero il...

Leggi ancora

Livorno: leviamo i levatoi!

D’accordo, ora che il guaio è successo – ponte levatoio bloccato, porto industriale isolato, tutti improvvisamente a maledire l’assurdo snodo del Calambrone – finalmente La mia non è più vox clamantis in deserto: e...

Leggi ancora

Il dito e la Luna

La guerra all’Iran, una delle tante feroci guerre in corso, ha dunque colpito in pieno il lato debole dell’economia nazionale, i flussi d’energia. Gli analisti di tutto il mondo hanno chiarito – come ha...

Leggi ancora

…Eppur si muove?

Il ponte dei sospiri, sulla foce del Calambrone a Livorno, sembra finalmente nella fase di sospirata riscoperta della sua priorità. Al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani va riconosciuto che nel recentissimo incontro con...

Leggi ancora

Meglio Tardino che mai

Non ci rimane che riderci sopra. A Palermo, dopo più di un anno, le forze politiche hanno smesso di scannarsi tra loro e finalmente hanno concordato sul nome del nuovo presidente dell’Autorità di Sistema...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio