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“Cold Ironing” oppure “greenwashing”?

LIVORNO – Premetto che le seguenti osservazioni sono solo mie, frutto del poco o molto sale in zucca che mi rimane.

Se scrivo cazzate, correggetemi.

Il fatto è che il “Cold Ironing” non mi convince affatto, almeno allo stato attuale.

Si dice che servirà ad attenuare i costi per le navi, imposti dalla sciagurata direttiva ETS. Ripassiamoci allora un attimo la normativa europea. In base al sistema ETS, dal 2024 le compagnie di navigazione dovranno, progressivamente, acquistare e trasferire permessi (“EUAs”) per ogni tonnellata di emissioni CO2eq rilasciata nell’atmosfera durante un anno solare.

A partire dal 2027, le compagnie dovranno, in pratica, pagare, indipendentemente dalla nazionalità o bandiera della nave, per il 100% delle emissioni GHG generate nelle tratte intra-EU e il 50% delle emissioni GHG nelle tratte internazionali da o verso uno scalo europeo. 

Dunque, il “Cold Ironing”, anche se davvero funzionasse e le navi fossero attrezzata usarlo, non sarebbe comunque pronto tra tre mesi e nemmeno tra un anno, quando scatterà (scatterebbe?) l’ETS, se davvero Bruxelles insistesse.

Inoltre, chi sà quanto davvero assorbe di corrente elettrica una nave da crociera media quando è in porto?

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A Trieste hanno calcolato, non molti mesi fa, che una sola nave porterebbe via un sesto dell’energia elettrica necessaria alla città.

Una cazzata?

Nessuno l’ha contestato. Se fosse vero, quattro navi da crociera – d’estate capita in molti porti – metterebbero buio o quasi una città media.

Perché il “Cold Ironing” non crea energia, ma semplicemente la prende dalla rete nazionale e la offre (a pagamento, ovviamente) alle navi.

Fine del ragionamento: siamo sicuri che con l’attuale crisi dell’energia, in tempi di trapasso dalle centrali a combustibili fossili (carbone, nafta, gas) alla fantomatica energia pulita, i vari impianti programmati in tutti i porti (tanto paga la Ue…!) sarebbero in grado di dar corrente senza mettere al buio città e aziende energivore?

E poi: paga la Ue? Signori, la Ue siamo noi, con le nostre tasse.

Morale: non sarebbe meglio pensare prima a potenziare la produzione di energia pulita, con più centrali “green”, più parchi eolici, più nucleare pulito, etc; e solo dopo passare “Cold Ironing”, ammesso che le navi, come le hybrid di Grimaldi e MSC, non ci avessero già pensato con le proprie mega-batterie caricate gratis durante la navigazione?

Dove sbaglio?

Antonio Fulvi

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Pubblicato il
4 Ottobre 2023

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