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L’acciaio italiano sull’altalena

MILANO – Il consumo di acciaio, per un paese come l’Italia grande manifatturiero anche nel campo dei macchinari, è un indice di salute industriale. Ma oggi “I centri di servizio acciaio inox si ritrovano ancora in un periodo di forte contrazione della marginalità, che ha caratterizzato tutto il 2023 ma che è in grande peggioramento nell’ultimo mese e mezzo. Questa situazione particolarmente negativa inevitabilmente impatterà anche l’immediato futuro”.

Così 👤 Alessandro Bettuzzi, coordinatore dei Centri di Servizio Acciaio Inox di Assofermet, nel corso della riunione allargata dei giorni scorsi a Milano tra imprese e consumatori. L’incontro, solitamente riservato alle aziende associate, è stato eccezionalmente aperto anche alle aziende non associate: centri di servizio e commercianti di acciaio inox hanno risposto molto positivamente all’invito di Assofermet, tutto esaurito presso il foyer dell’auditorium del Grand Hotel Villa Torretta.

🗣️ “Continuiamo ad assistere da un lato a una riduzione della domanda, e dall’altro a richieste di aumento di prezzo da parte delle acciaierie, con un quadro di livelli di scorte alti in Italia ma in via di normalizzazione e aumento dei costi operativi che impediscono il recupero totale dei prezzi. Dal punto di vista delle acciaierie, il primo semestre del 2023 è stato generalmente positivo, sia per i volumi di produzione sia per i margini, per poi arrivare alla difficile situazione in cui ci ritroviamo oggi. Per quanto riguarda gli utilizzatori di acciaio, al momento operano in una condizione ancora più precaria per via della difficoltà di pianificazione e programmazione degli acquisti. La grande incertezza del mercato attuale, causata fra le altre cose dall’effetto inflazionistico, li rende estremamente cauti sia sui consumi di acciaio inox sia sugli investimenti”.

Pubblicato il
2 Dicembre 2023
Ultima modifica
5 Dicembre 2023 - ora: 13:51

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