Piccolo mondo antico

LIVORNO – Davvero, c’è da meravigliarsi della meraviglia di chi non ha ancora capito. Avete letto quante sorprese e recriminazioni italiane perché l’Expo 2030 è stata assegnata a Dubai invece che a Roma?

E avete letto con quale abissale distacco l’offerta degli Emirati Arabi Uniti ha stracciato quella dell’Italia?

Infine: avete letto che delle tre offerte presentate al comitato internazionale, l’Italia con Roma è arrivata solo terza, surclassata anche da quella della Corea del Sud per una quasi sconosciuta (per modo dire) Pusan?

A Dubai per esempio c’è tutto il mondo che partecipa da due giorni a Cop28, la conferenza sul clima, proiettata sul terzo millennio.

A Dubai, non a Londra, Parigi, Roma o New York.

E i campioni del calcio dove stanno migrando?

E l’asse mondiale del trading, come ci ricorda ogni tanto anche Andrea Monti di SOGESE?

Forse è vero che il comitato ha valutato nella scelta solo il carico da novanta in risorse finanziarie: ed è certo vero che i valori storici di Roma non sono stati considerati, mentre hanno giocato a sfavore il casino del traffico, la sporcizia diffusa, i dubbi sulla sicurezza. Ma il punto sostanziale è un altro: dobbiamo renderci conto che l’Europa-centrismo è tramontato, che il mondo moderno e dinamico non è più qui ma si è spostato velocemente a Est, sempre più ad Est. 

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