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E i TEU ora stra-costano

Andrea Monti

LIVORNO – La logistica marittima – e di conseguenza su tutta la catena intermodale – è sulle montagne russe. Costi dei contenitori alle stelle, costo dei trasporti di conseguenza, concentrazione dei traffici in alcuni porti – Singapore con un migliaio di navi in rada in attesa, Rotterdam intasata, porti del Messico ancora di più – con ritardi anche di due settimane nelle operazioni, incidenza sui costi degli armatori dei certificati ambientali da acquistare per le normative IMO, navi cariche da Cina a occidente e quasi vuote al ritorno…
Ne parliamo nella consueta analisi mensile, con l’amico Andrea Monti, top manager di So.Ge.Se. di Guasticce, che ha ramificazioni in tutti i continenti.

Siamo di nuovo con i costi impennati, e con i Teu che sono diventati preziosi…
“Basta pensare che gli ordini di contenitori nuovi in Cina, principale produttore mondiale, non possono essere evasi prima di ottobre.
Così un contenitore usato che fino a un mese fa costava 1850 dollari oggi ne costa 3250, a patto di trovarlo.
Il tutto deriva anche da uno squilibrio davvero eccezionale dei traffici marittimi: che dalla Cina agli USA, attraverso il Messico, e dalla Cina all’Europa, sono al full delle navi portacontainers, le quali però al ritorno viaggiano con larghi vuoti.
Morale: oggi la tariffa Cina-Genova, con il periplo dell’Africa e quindi con più consumo di carburante e anche con l’aggravio dei tempi, costa per un 40 piedi circa 5 mila dollari contro i 2500 di un mese fa. Cito solo queste poche cifre, ma che danno il quadro della situazione reale”.

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Perchè questo squilibrio dei traffici, di ritorno in Cina sia dall’Europa che dagli USA?
“Fondamentalmente perchè negli USA la politica ha decretato l’embargo dell’esportazione verso i porti cinesi e per quanto riguarda dall’Europa l’export è anch’esso in calo.
Negli USA inoltre va considerato che le importazioni dalla Cina malgrado i proclami del governo non calano: semplicemente avvengono attraverso il Messico invece che direttamente sui porti della costa del Pacifico USA. E infatti anche i porti messicani sono intasati in arrivo”.

Il Messico come “foglia di fico”: nihil sub sole novi…
“In tempi di grandi turbolenze geo-politiche e di guerre più o meno diffuse, la logistica mondiale cerca le strade più praticabili, il che si riflette  ovviamente su costi e difficoltà in crescita.
Costi e difficoltà che coinvolgono anche la logistica terrestre: basti pensare ai trasporti su ferro e su gomma, complicati dagli intasamenti dei grandi porti internazionali e con incidenze sempre maggiori degli ostacoli creati dalle scelte politiche o pseudo-ambientaliste…”

Come vede, Andrea, il prossimo futuro in questo campo?
“Difficile fare previsioni, visto la volatilità mondiale. Per ora non si colgono cambiamenti sostanziali.”

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Pubblicato il
8 Giugno 2024

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