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Settembre: la ricreazione davvero alla fine?

LIVORNO – I segnali ci sono tutti, e i titoli sulla grande stampa non lasciano molte speranze. “Autunno rovente” (Il Sole24Ore) “La festa è finita” (Libero) “Si avvicina la Terza Guerra Mondiale” (Repubblica)…eccetera.

Pessimismo da post-vacanze? Speriamo. Certo è che l’orizzonte immediato non è sereno, né in Italia né sul resto del mondo. A parte la furibonda campagna elettorale negli Usa, che avrà fatalmente ripercussioni per tutti, i dazi incrociati tra occidente e Cina si preannunciano come una mazzata all’economia e ai trasporti; poi c’è la concentrazione dei nuovi investimenti, fino a ieri sull’informatica e l’elettronica di consumo, adesso sulle nuove armi di sterminio (missili low cost, atomiche tattiche, cannoni laser, satelliti armati) con tutti gli indicatori che individuano il settore quello più “redditizio”; e ancora il prezzo del greggio che s’impenna, Suez e Panama ancora a rischio, Israele perennemente all’attacco in una difesa che coinvolge milioni di civili…eccetera.

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In campo nazionale, la stagione delle tasse sta mentendo in ginocchio il ceto medio, con stangate che tramortiscono malgrado le tante promesse di “flat tax”. In più si annuncia una “manovra” di 22 miliardi, che non potrà essere indolore. Al governo, nel governo e contro il governo è lotta continua. L’Ue è ancora un pasticciaccio che non si sa come finirà. I sindacati annunciano la stagione degli scioperi….eccetera.

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Mi fermo, altrimenti rischio d’essere accusato di pessimismo senile. Mi fanno notare che l’export tira (abbiamo superato, d’un soffio ma superato) quello del Giappone, e che a fronte del “disastro Germania” ancora ce la caviamo. Se la grande industria boccheggia (auto, acciaio) la cantieristica tira, la piccola e piccolissima impresa si difende bene, i porti reggono malgrado l’ETS in crescita, siamo ormai al coperto dalle temute crisi del gas (embargo su quello russo) e il turismo ci ha dato anche quest’estate un buon contributo. Dunque, un consiglio: abbuiate la Tv quando ci sono i “gallinai” politici, che mostrano un’Italia da baraccone, e fatevi coraggio. Con un apologo: andrà tutto bene alla fine; e se non andrà, non sarà comunque la fine. 

(A.F.)

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Pubblicato il
31 Agosto 2024
Ultima modifica
3 Settembre 2024 - ora: 10:01

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